A chiedere la rimozione dei cestini posizionati dalla scorsa giunta è stata la minisindaca del Municipio I Lorenza Bonaccorsi. Il motivo, oltre che estetico, è pratico: “Imboccatura stretta, si bloccano subito”. 

Hanno avuto vita breve i cestini in ferro – denominati dai romani “urne cinerarie” – voluti dall’ex giunta capitolina guidata da Virginia Raggi. Solo 2 anni e mezzo dopo, infatti, saranno sostituiti perché, oltre che brutti, sarebbero assai poco pratici. 

A chiedere la rimozione e la sostituzione dei cestini-urna è stata la minisindaca Lorenza Bonaccorsi che ha scritto una missiva all’Ama chiedendo di mandare in pensione i cestini davanti al Pantheon, in via del Corso, piazza del Popolo e piazza di Spagna.

L’imboccatura – secondo gli stessi netturbini che ogni giorno sono chiamati a svuotarli – è troppo stretta dunque basterebbe una bottiglia che scende giù di traverso per bloccare l’ingresso ad altri rifiuti.

L’Ama, da parte sua, fa sapere che provvederà alla sostituzione dei cestini dopo aver sostituito circa 2700 cassonetti dalle strade della città.

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Roma, i cestini a forma di urna furono pagati 360 euro l’uno

Al di là del discutibile senso estetico dei cestini, che da subito furono bersagliati dai romani che notarono immediatamente una somiglianza alle urne cinerarie, ciò che più colpisce è il malfunzionamento.

Eppure quei cestini hanno avuto un costo non da poco. La municipalizzata dell’Ambiente all’epoca spese 360 mila euro per acquistare mille cestini (500 all’inizio e 500 in una fase successiva nonostante la non praticità e l’accoglienza ironica dei romani fossero già saltati  fuori). Dunque stiamo parlando di 360 euro per ogni cestino.

Il costo, per alcuni troppo elevato, fu giustificato dall’iter che aveva portato alla scelta di quei cestini che dovevano essere il meglio del meglio che il mercato aveva da offrire. Nelle parole dell’allora sindaca Virginia Raggi: “In questi anni sono stati elaborati diversi prototipi che però non hanno messo tutti d’accordo, di fatto non accontentando le varie esigenze. Non è stato semplice. Le piazze, le vie di Roma sono da tutelare e preservare e per questo anche le più piccole cose devono essere belle e decorose. Volevamo un modello che rispettasse tutti questi principi e ovviamente fosse anche pratico e sicuro. Questo è il risultato. Spero che cittadini e turisti li apprezzino”. 

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Taffo: “A noi piacciono, è il nostro stile”

I cestini della discordia che ora saranno sostituiti e che tanta ironia hanno causato tra i romani, a qualcuno però sono piaciuti. L’agenzia funebre Taffo, famosa per la sua ironia, nel bel mezzo delle polemiche pubblicò un post sui suoi profili social con l’immagine di uno dei cestini e la scritta “A noi piacciono, sono proprio nel nostro stile”.

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