Roma

Roma, a San Giovanni è il giorno della manifestazione delle Sardine

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Oggi le Sardine si riuniscono a San Giovanni, in quella che sarà la manifestazione più grande del movimento spontaneo dalla sua nascita.

Sono decine di migliaia le persone con i simboli del neonato movimento attese nel pomeriggio in piazza San Giovanni, a un mese dalla prima manifestazione a Bologna in funzione anti-Salvini alle regionali e per una politica senza odio fatta da competenti. Il primo meeting nazionale del non-partito sarà, per gli organizzatori, “una festa contro l’odio e per i valori antifascisti e costituzionali”. Ammesso solo il simbolo della sardina, banditi tutti gli altri. Ieri sera i raduni a Venezia e a Udine, dove molte centinaia di persone, di ogni fascia d’età, hanno sfidato la pioggia battente.

«Abbiamo detto da subito che non saremmo diventati un partito e vogliano essere coerenti. Saremo un gruppo di pressione che aiuta la politica a fare buona politica. Se tutto va bene arriveremo a mezzo milione di persone in un mese completamente auto-organizzate». Così Mattia Santori, uno degli organizzatori delle Sardine, ai microfoni del Tg1 da piazza San Giovanni. «È apprezzabile che da parte di Conte ci sia stata una apertura» ma «non c’è bisogno in questo momento di un incontro fisico».

«Grazie sardine. Oggi renderete anche Roma più bella». Lo scrive su Twitter il segretario del Partito democratico Nicola Zingaretti, in vista della manifestazione di oggi, nella Capitale, del movimento delle sardine.

 


«Il tweet di Nicola Zingaretti? Lo abbiamo visto ed è naturale che anche il Pd si riconosca in questa piazza. Virginia Raggi? Non mi stupirebbe se una sindaca come lei che lotta per toni civili venisse qui». Tutti pazzi per Mattia. Mattia Santori, il leader delle Sardine che a piazza San Giovanni è rincorso da telecamere e taccuini. Santori ammette di debuttare in questa piazza: «Ho partecipato a tante manifestazioni, ma non ho mai assistito a un concertone del Primo maggio”.

Quanto alla partecipazione del centrodestra dice che le porte sono aperte a chi non è d’accordo con le politiche di Salvini e Meloni. Il leader delle Sardine spiega: “Oggi si chiude una fase iniziata un mese fa a Bologna, poi aspetteremo le elezioni in Emilia Romagna e dal 27 gennaio decideremo il da farsi».

 

 


Nel cuore di Roma oggi ha preso corpo un popolo colorato, “di anticorpi della democrazia”, come dicono su magliette e cartelloni. Nessuna o quasi bandiera di partito. Tanti i volti noti confusi con la folla, da Nichi Vendola con bambino e marito, a Erri de Luca. Presente anche il vice sindaco di Roma, Luca Bergamo. Nessun palco al centro. Ma un camioncino con amplificatore alla maniera degli street corner inglesi. Ma soprattutto tante famiglie, tanti bambini, giovani e meno giovani. C’erano anche le ‘sardine nere’, un drappello di migranti che chiede l’abolizione del decreto sicurezza.

 


E’ stata la voce dei giovani a riportarci a un presente di speranza e di lotta”, dice la presidente dell’Anpi Carla Nespolo prendendo la parola: “Odio gli indifferenti”, dice con le parole di Gramsci. E aggiunge: “Le partigiane e i partigiani sono con voi. La costituzione italiana non è afascista. E’ antifascista”, e la piazza applaude calorosamente. “Non è per caso che gli eletti debbano giurare sulla Costituzione. Non è lecito a nessuno essere razzista e antisemita. Tocca a noi con i nostri applausi ma soprattutto con il pensiero e le parole diventare come dice Liliana Segre, le sentinelle della memoria. Cari ragazzi riappropriatevi del vostro futuro. Di un mondo dove il pensiero conta più dei selfie. Sono certa di quello che direbbero i partigiani: teniamoci per mano, assieme ce la faremo a cambiare la vita democratica del paese”. Parte Bella Ciao e dalla piazza arriva un boato. “Siamo i partigiani del 2020” aggiunge uno dei militanti. Una esclamazione accolta dall’applauso di tutta la piazza.

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