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Roma, ecco ReATTIVI: campagna di monitoraggio partecipato dell’inquinamento

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Parte a Roma ReATTIVI, una campagna di monitoraggio partecipato dell’inquinamento nella Capitale. L’iniziativa è promossa dall’associazione A Sud insieme ad altre realtà locali.

Un programma di citizen science e attivismo per i cittadini e le cittadine di Roma per promuovere il monitoraggio ambientale partecipato e la rigenerazione urbana. A promuoverlo l’Associazione A Sud con il suo Centro di documentazione dei Conflitti Ambientali (CDCA) in rete con altre realtà del territorio. Cittadine e cittadini che tornano a prendersi cura della città, riappropriandosi dei luoghi lasciati all’incuria attraverso il monitoraggio dei livelli d’inquinamento degli spazi urbani. È questo l’obiettivo di “ReATTIVI”, una campagna di attivazione e sensibilizzazione che mira a dare ai cittadini strumenti di controllo della qualità dell’acqua e dell’aria e del suolo della città di Roma e dintorni.

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Il primo appuntamento aperto al pubblico è il 19 giugno alle ore 10:00 all’Isola Tiberina con il progetto RomaUP: volontari e cittadini sono chiamati a partecipare alla misurazione dell’inquinamento delle acque del Tevere. Il programma prevede tre progetti sul territorio con il coinvolgimento di 20 comitati e centinaia di cittadini: RomaUP, Walk Up Aniene e ComunitARIA. RomaUP ha già svolto un campionamento del suolo in alcuni orti urbani romani e porterà avanti un monitoraggio mensile delle acque del Tevere fino a gennaio 2022, che culminerà nella stesura di un report finale e sarà la base per il lancio di una campagna di advocacy rivolta alle istituzioni. ACEA ha, infatti, annunciato l’intenzione di potabilizzare le acque del Tevere per immetterle nella rete idrica, una scelta che allarma cittadini e associazioni e rende ancor più urgente lavorare alla creazione di dati scientifici indipendenti. Tutti i progetti sono illustrati a questo link.

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Con il progetto Walk Up Aniene sarà condotto uno studio dello stato del fiume Aniene fino alla fine dell’estate, mentre attraverso Comunitaria, sarà misurato l’inquinamento dell’aria presso il Comune di Colleferro, situato nella zona contaminata della Valle del Sacco, alle porte della città. La campagna “ReATTIVI” con i suoi tre progetti di monitoraggio mira a creare percorsi di cittadinanza attiva strettamente connessi con l’attività di ricerca scientifica, grazie all’approccio metodologico della “citizen science”. Cittadini e ricercatori lavoreranno insieme alla raccolta di dati scientifici per il monitoraggio diretto dello stato ambientale di Roma, contribuendo ad abbattere le tradizionali barriere tra accademia, cittadinanza e attivismo.

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Come spiega la presidente di A Sud Laura Greco, infatti, “ReATTIVI rappresenta una risposta dal basso alla grave crisi ambientale e climatica che interessa la città di Roma. Il monitoraggio civico partecipato trasforma i cittadini e le cittadine da pubblico passivo a protagonista attivo, offrendo la possibilità di identificare i problemi ambientali in cui vivono e di partecipare alla pianificazione delle politiche per il miglioramento della qualità della vita dell’intera cittadinanza”.

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Acqua: Gli acquedotti romani perdono il 45% dell’acqua che immettono in rete con uno spreco di 9mila litri al secondo (ISTAT marzo 2021). Il livello di qualità delle acque del Tevere e dei suoi affluenti è scarso: nel 2019 ARPA Lazio gli ha assegnato il penultimo livello prima dello stato “cattivo”. Sia il Tevere che l’Aniene, infatti, mostrano un’alta quantità di nitrati, indice di un livello di qualità dell’acqua molto basso. (“Flumen. Climate Actions per i parchi e i fiumi a Roma tra Arte e Scienza”, 2020). Non solo, dopo la moria di pesci dello scorso anno sono stati rilevati alti livelli di pesticidi, insetticidi e escherichia coli.
Aria: A Roma e nella Valle del Sacco sono stati riscontrati alcuni elementi inquinanti al di sopra del valore limite per la protezione della salute umana.In particolare nel 2020 i superamenti del valore limite per il PM10, uno dei maggiori inquinanti presente nelle aree urbane, è stato registrato in oltre 6 zone appartenenti alla zona della Valle del Sacco e all’area di Roma (ARPA Lazio, 2020). I dati più allarmanti riguardano in particolare l’area est di Roma e il Comune di Colleferro. Considerata l’epicentro dell’emergenza ambientale della Valle del Sacco, Colleferro nel 2008 è stata classificata Sito d’Interesse Nazionale (Sin), sigla che identifica un’area contaminata classificata come pericolosa dallo Stato Italiano.
Suolo: Roma ha vissuto negli ultimi decenni una forte crescita urbanistica che ha portato a un aumento delle aree edificate e della produzione di rifiuti. La conseguenza di questa eccessiva cementificazione ha prodotto un aumento dell’inquinamento legato al degrado del suolo, che ha subito grande perdita di biodiversità e della sua naturale capacità di permeabilizzazione. Secondo l’ultimo Rapporto Ispra SNPA, durante il 2019 nella capitale sono stati divorati 108 ettari di suolo da asfalto e cemento, una superficie pari a 200 campi da calcio.

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