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Roma, PM10 raddoppiati rispetto al lockdown del 2020: la causa a sorpresa indicata da uno studio

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Roma, i livelli di PM10 nel 2021 sono raddoppiati rispetto al lockdown del 2020. Un dato prevedibile, ma ora certificato anche da uno studio sui rilevamenti nella Capitale che evidenzia il sorprendente ruolo di un fattore inaspettato.

A Roma, i valori di PM10 nell’aria quest’anno sono raddoppiati rispetto al lockdown del 2020. Un dato prevedibile, ma ora certificato anche da uno studio sui rilevamenti nella Capitale. A condurlo l’Agenzia Regionale Protezione Ambientale del Lazio (Arpa Lazio) e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Nello studio, pubblicato su Environmental Pollution, emerge però un dato sorprendente: vengono indicate come fattore chiave le polveri dovute all’abrasione dei freni.

Aldo Winkler, ricercatore Ingv e primo autore dello studio: “Lo studio è partito da un dato che ha suscitato un ampio dibattito: a Roma, durante il lockdown e nonostante la notevole riduzione del traffico veicolare, la diminuzione dei livelli di PM10 è risultata essere modesta“. Dalla seconda metà di maggio 2020, con la fine del lockdown, a Roma il traffico è tornato ai livelli pre-Covid e i ricercatori hanno analizzato le particelle catturate dalla rete di rilevazione automatica, con strumenti posti in alcuni punti nevralgici della città (via Enrico Fermi, via Magnagrecia e Cinecittà) ma anche aree fuori dal Grande Raccordo Anulare (Castel di Guido e Sant’Agostino).

I ricercatori hanno così scoperto che le emissioni di particolati del tipo PM10 metallici dovuti alle automobili, in larga parte causati dall’abrasione dei freni, sono mediamente raddoppiate rispetto al periodo del lockdown. “Le analisi magnetiche hanno avuto un ruolo determinante nella distinzione delle sorgenti naturali e antropiche del particolato atmosferico” – spiega ancora Aldo Winkler – “Con questi dati siamo riusciti a dimostrare che livelli stabili di concentrazione del PM10, come quelli mediamente riscontrati durante e dopo il lockdown, possono nascondere importanti variazioni del contenuto di particolato metallico inquinante dovuto al traffico automobilistico“.

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In conclusione, spiegano i ricercatori, i dati dimostrano che “l’impatto ambientale delle emissioni da usura dei freni sta ormai superando quello dei particolati dovuti ai carburanti“.

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