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Roma, domani la manifestazione davanti al MiTe: “No ai fondi del Pnrr per le trivellazioni”. Europa Verde chiede le dimissioni di Cingolani

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Roma, tutto pronto per la manifestazione di protesta davanti al MiTe di domani, sabato 9 ottobre. In arrivo dalle Marche anche diversi attivisti di Trivelle Zero: “Inaccettabili i fondi del Pnrr alle trivellazioni”.

Tutto pronto per la manifestazione di protesta che si terrà domani, a Roma, davanti al Ministero della Transizione ecologica. Appuntamento per le ore 11: saranno presenti anche diversi attivisti di Trivelle Zero, in arrivo dalle Marche. “Inaccettabile che i fondi pubblici del Pnrr siano utilizzati per finanziare le trivellazioni in mare, che andranno ad arricchire le multinazionali responsabili della crisi climatica e che contribuiranno ad aumentare la CO2 nell’aria“, spiegano gli attivisti.

 

La manifestazione è stata indetta dalla Campagna per il Clima ‘Fuori dal Fossile’. “Abbiamo alle spalle la forza di lotte decennali, la credibilità di progetti alternativi validissimi, la volontà di non cedere mai più al ricatto occupazionale e la lucidità di coloro che prendono molto seriamente le grida d’allarme delle nuove generazioni e della comunità scientifica” – spiegano gli organizzatori – “Quindi, se il MiTe non ha intenzione di ascoltare i territori, saranno i territori a farsi ascoltare. La crisi climatica ed ecologica è qui e ora, e quotidianamente si traduce in devastazione ambientale, inquinamento, problemi sanitari, cementificazione selvaggia, rincari dei costi energetici e delle bollette per cittadini e imprese, crisi economiche e produttive che aggrediscono diritti e redditi dei lavoratori“.

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Gli organizzatori della protesta poi aggiungono: “La riconversione ecologica deve essere radicale e immediata, ma governi e multinazionali continuano ad osteggiarla, anteponendo il profitto e l’interesse economico-finanziari. Il greenwashing continuo è diventato pratica istituzionale per coprire i regali fatti al fossile: 20 miliardi ogni anno per le multinazionali di gas e petrolio“. Proprio per questo motivo si chiede, “proprio davanti ai palazzi del potere, un radicale cambio di passo e, se necessario, le dimissioni del ministro Cingolani“.

 

Tra i manifestanti ci saranno anche gli esponenti di Europa Verde. Eleonora Evi e Angelo Bonelli, co-portavoce nazionali, hanno annunciato: “Saremo accanto alle associazioni che chiedono una transizione giusta ed equa verso fonti di energia rinnovabile al cui appello aderiamo convintamente: l’Italia destina ogni anno 18 miliardi di euro alle fonti fossili ed è in colpevole ritardo nel raggiungimento dei target europei sul clima, ha varato un Pnrr totalmente inadeguato ad affrontare la crisi climatica, a risolvere l’annosa questione delle reti idriche colabrodo e delle reti fognarie inesistenti” – si legge in una nota – “Il rischio del bla bla bla indicato da Greta Thunberg è reale ma si può e si deve correggere la rotta. Per questo, reclameremo ancora una volta un immediato e radicale cambio di passo e le dimissioni del ministro Cingolani. L’Italia non investe sul trasporto pubblico o sulla transizione alla mobilità elettrica ma, al contrario, il ministro Cingolani conduce una propaganda della paura, avalla le trivellazioni nell’Adriatico e i progetti Eni di cattura e stoccaggio della CO2“.

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Eleonora Evi e Angelo Bonelli poi aggiungono: “La crisi climatica è qui e ora: lo dimostrano gli eventi meteorologici estremi che si sono abbattuti in questi giorni sulla Penisola, che hanno causato allagamenti e frane, in particolar modo in Liguria. Non è più tempo di stare alla finestra a guardare: come ha rimarcato anche il neo Premio Nobel per la fisica, Parisi, è necessario agire ora e in modo rapido perché la politica è in ritardo e la situazione peggiora“.

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