L’ipotesi ecopass torna sul tavolo dell’assessorato alla mobilità di Roma Capitale. Eugenio Patanè pensa di recuperare un piano già approvato dalla giunta Raggi (ma mai applicato) che prevede l’introduzione del sistema di ingressi “alla milanese”. 

Per combattere il traffico e lo smog che attanagliano Roma, l’assessore alla mobilità Eugenio Patanè sta pensando di guardare alla modalità utilizzata a Milano con l’introduzione dell’ecopass, cioè il pagamento di un pedaggio per accedere nel centro della città. 

Lo stop alla circolazione di auto troppo inquinanti – come quello deciso per questi giorni dunque non basta. Il rischio è andare incontro a infrazioni da parte dell’Unione europea a causa dei livelli troppo elevati di Pm10 e NO2.

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Un provvedimento che introduceva l’ecopass a Roma era stato già approvato dalla giunta Raggi nel novembre del 2018 ma restò solo sulla carta. A causa degli scontri interni alla maggioranza – che avevano ritardato l’approvazione – alla fine del progetto ecopass “alla milanese” non se ne fece niente.

Il riferimento a Milano dipende dal fatto che già da anni questo tipo di dispositivo è utilizzato per l’ingresso nella cosiddetta Area C. Nel capoluogo meneghino per entrare in centro bisogna acquistare un ticket e poi attivarlo.

“L’attivazione – si legge sul sito ufficiale – consiste nell’associazione del PIN identificativo del titolo di accesso a una targa, per abilitarne il transito all’interno della ZTL Cerchia dei Bastioni”. 

Quale debba essere l’ampiezza dell’area potenzialmente interessata dal nuovo dispositivo non è ancora chiaro. I tecnici dell’assessorato alla mobilità di Roma Capitale, insieme allo stesso Patanè, devono ora prendere in mano i vecchi documenti per comprendere quanto di quel piano sia ancora utilizzabile.

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