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Roma, il flash mob di Legambiente: “Non c’è niente da ridere. La crisi climatica è adesso”

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A Roma il flash mob organizzato da Legambiente per richiamare l’attenzione dei leader sulla crisi climatica e sull’urgenza di politiche concrete per contrastarla in vista di Cop26 e G20. “Non c’è niente da ridere. La crisi climatica è adesso”.

“Avete qualcosa da ridere?”, incalza una voce da dietro il megafono. “Non c’è niente da ridere”, risponde la folla compatta. Una levata di cartelli sbatte in faccia la verità ai decisori politici impersonati da clown che, dall’alto dei loro trampoli, tentano in tutti modi di far ridere il pubblico. Senza tuttavia riuscirci. Il pubblico, infatti, è un nutrito gruppo di cittadini consapevoli che “La crisi climatica è adesso” e incrocia le braccia in una protesta silenziosa, in cui a parlare sono i dati incontrovertibili sull’emergenza in atto. Numeri allarmanti che raccontano i livelli record di concentrazioni di CO2 in atmosfera raggiunti o, ancora, le proiezioni sul numero di migranti ambientali nel mondo, ma anche le misure necessarie a scongiurare il punto di non ritorno.

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È il flash mob organizzato da Legambiente per richiamare l’attenzione dei leader sulla crisi climatica e sull’urgenza di politiche concrete per contrastarla: l’iniziativa si è svolta ieri, davanti al Teatro Italia a Roma, in occasione della XXI Assemblea dei circoli dell’associazione ambientalista dal titolo “La transizione ecologica passa dai territori”.

Una manifestazione simbolica, a pochi giorni dagli attesi summit internazionali Cop26 di Glasgow e G20 di Roma, per ribadire la necessità di realizzare e rafforzare gli impegni finora non mantenuti dai capi di Stato e di Governo e per chiedere, ancora una volta, giustizia climatica per tutto il Pianeta. Anche nella città scozzese, scelta per ospitare la Conferenza delle parti sui cambiamenti climatici dell’Onu, Legambiente sarà presente con una sua delegazione che parteciperà sia al vertice delle Nazioni Unite che ad altri eventi collaterali promossi dalle Ong.

 

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