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Emergenza rifiuti a Roma, è caos tra polemiche e accuse reciproche: cosa sta succedendo in queste ore

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Emergenza rifiuti a Roma, è sempre più caos tra polemiche e accuse reciproche. La situazione sta precipitando, ecco cosa sta succedendo in queste ore.

Emergenza rifiuti a Roma, è sempre più caos tra polemiche e accuse reciproche. La situazione sta precipitando, dopo che la sindaca, Virginia Raggi, ha annunciato ieri di voler utilizzare i propri poteri di presidente della Città Metropolitana per riaprire la discarica di Albano Laziale. A stretto giro è arrivata la replica del sindaco del Comune dei Castelli Romani, Massimiliano Borrelli, a Sky Tg24. “Ci opporremo per tutelare i nostri concittadini con tutti i mezzi legali, non si può prendere decisioni a colpi di ordinanza senza coinvolgere i territori. Il conferimento dei rifiuti presso la nostra discarica è possibile solo se vengono preventivamente trattati. L’amministrazione di Roma deve fare come noi, che ci siamo impegnati per aumentare la raccolta differenziata“, le dure parole del sindaco di Albano. L’area individuata dal Campidoglio si trova al confine tra il Comune di Albano Laziale e quello di Ardea.

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Dopo l’annuncio, Virginia Raggi aveva anche attaccato la Regione, spiegando che “la riapertura della discarica di Albano è una conseguenza dell’inerzia da parte dell’amministrazione regionale“. E, come se non bastasse, nella polemica è intervenuta anche Katia Ziantoni, assessora comunale ai Rifiuti. “La Regione ha paura che Virginia Raggi vinca di nuovo e per questo stanno volutamente lasciando i rifiuti in strada, tenendo in ostaggio Roma e i suoi cittadini. Già nel tavolo tecnico avevamo fatto presente al Prefetto che la ridotta capacità di trattamento degli impianti è legata all’assenza di sbocchi nelle discariche laziali e alle difficoltà tecniche ed economiche di avviare accordi fuori Regione” – le parole di Ziantoni – “Le ipotesi di Roccasecca e Albano erano già al vaglio degli Enti convocati al MiTe, la discarica di Civitavecchia esaurirà le volumetrie residue ad agosto e il piano regionale dei rifiuti, basato sullo smaltimento in discarica, rimane col solo impianto di Viterbo“.

Mentre i rifiuti di ogni genere si accumulano fuori dai cassonetti e invadono carreggiate, marciapiedi e piste ciclabili, la situazione si fa sempre più allarmante anche alla luce dello sciopero nazionale dei servizi di igiene ambientale, proclamato per domani, 30 giugno 2021. Sul caso è intervenuta anche la Commissione di garanzia sugli scioperi: “C’è viva preoccupazione per l’ormai permanente stato di rischio sanitario per i cittadini e per i danni irreversibili all’ambiente e si ritiene doveroso rivolgere un appello alle istituzioni e agli attori sociali affinché prendano iniziative volte alla mitigazione del disagio alla cittadinanza e all’avvio di un percorso risolutivo dell’emergenza“.

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Sul rischio sanitario, qualche giorno fa si era espresso anche l’Ordine dei Medici, che aveva lanciato un appello scritto al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, alla sindaca di Roma, Virginia Raggi, al prefetto Matteo Piantedosi e al ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani. “C’è il rischio di crisi igienica dovuta alla grave situazione dei rifiuti, una condizione che rischia di diventare un grave problema di sanità pubblica specie davanti a ospedali, scuole, centri commerciali, parchi pubblici e aree residenziali” – scriveva il presidente dell’Ordine romano, Antonio Magi – “Oltre all’emergenza sanitaria della pandemia, Roma ora è ad un passo da una nuova crisi igienica: la situazione paradossale è che i romani rischiano ora di dover portare le mascherine all’aperto ancora a lungo, per proteggersi dai miasmi che provengono dai rifiuti lasciati marcire al sole con queste temperature torride“.

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Nel frattempo, è partito il nuovo regolamento dei rifiuti a Roma: ad annunciarlo è stata l’assessora Katia Ziantoni. Tra le novità più importanti: obbligo di sacchi trasparenti per indifferenziato e secco (con divieto di utilizzo dei sacchi neri); inserimento di comunità e del compostaggio locale in aggiunta all’autocompostaggio; introduzione degli ispettori ambientali; accesso ai centri di raccolta riservato alle sole utenze iscritte in Tari; divieto per i non residenti a Roma di conferire nel territorio capitolino i rifiuti prodotti in altri Comuni; divieto di abbandono dei Dpi; nuovi obblighi per i centri di raccolta; nuovi centri di riuso; introduzione delle cosiddette ‘ecofeste’, per l’organizzazione sostenibile degli eventi con l’obiettivo di ridurre i rifiuti in plastica ed evitare sprechi alimentari.

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Mentre imperversa la polemica politica, sul caso dei rifiuti a Roma è intervenuto anche il Codacons, che ha presentato un’istanza ai Ministeri dell’Interno, della Difesa e della Transizione ecologica per chiedere l’intervento straordinario dell’Esercito. “Secondo stime prudenziali la situazione è destinata a peggiorare: nei prossimi giorni circa 1600 tonnellate di immondizia non potranno essere raccolte e rimarranno a terra a marcire sotto temperature torride, mentre aumenta l’invasione dei topi nelle vie, che costituiscono un rischio igienico-sanitario. Oltre al pericolo per la salute dei cittadini, viene lesa l’immagine culturale e l’autenticità storica della città di Roma“, si legge nel testo.

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