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Roma, al Circolo Canottieri arriva Seabin, il primo cestino che mangia la plastica. Mascarenhas: “Per sensibilizzare i giovani atleti sull’importanza delle nostre acque”

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Sarà installato domenica 24 ottobre presso il circolo canottieri di Roma il primo cestino mangia rifiuti della Capitale, in occasione della regata intitolata “Via le mani”. Si chiama Seabin ed è in grado di intrappolare fino a 500 chili di plastica all’anno. Mascarenhas: “Un modo per pulire le acque del fiume e sensibilizzare i giovani atleti sull’importanza delle nostre acque”.

Si chiama Seabin (letteralmente, cestino del mare) ma verrà istallato lungo un fiume, quello di Roma, per ripulirlo dalla plastica. Il primo cestino mangia plastica della Capitale verrà posizionato domenica prossima, 24 ottobre, presso il Circolo Canottieri Roma.

Non risolverà il problema della plastica del Tevere ma è un segnale fortissimo che bisogna dare per tenere sempre accesi i riflettori sulla questione dell’inquinamento delle acque dei nostri fiumi e dei nostri mari”, spiega a TeleAmbiente Bruno Mascarenhas, ex canottiere oggi allenatore presso il circolo romano.

“I fiumi – continua il bronzo olimpico ad Atene 2004 – sono coloro che portano acqua ai mari. Quindi se noi partiamo con la pulizia dei fiumi potremmo provare a risolvere il problema della plastica nei mari sin dalla base del problema”.

Il Seabin, uno strumento pensato per ripulire i mari dalle microplastiche, sarà istallato sul Tevere da Coop e LifeGate, in collaborazione con Unicoop Tirreno, e sarà attivo 24 ore su 24.

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Come funziona il Seabin, il cestino mangia plastica del Tevere?

Il funzionamento del cestino è piuttosto semplice: grazie alla posizione strategica in cui sarà posizionato il seabin, i detriti di plastica saranno convogliati direttamente verso il cestino galleggiante, all’interno del quale è posizionata una pompa in grado di trattare fino a 25 mila litri di acqua marina all’ora.

Con questo sistema, la plastica e altri rifiuti galleggianti vengono tirati dentro il cestino. Senza alcun pericolo per i pesci, però, che non nuotando sul pelo dell’acqua – dove invece tendenzialmente si trovano i rifiuti – non sono in pericolo di essere intrappolati.

“Nel nostro lavoro – spiega Mascarenhas – ogni giorno ci rendiamo conto che le acque del Tevere, così come quelle di altri fiumi e in generale dei mari, sono piene zeppe di detriti di plastica. Questa iniziativa quindi è davvero importante”.

E lo è su due fronti. Il primo luogo perché il cestino, raccogliendo fino a un chilogrammo e mezzo di rifiuti di plastica al giorno, riesce ad intrappolare 5 quintali di rifiuti all’anno. Dall’altra parte, in un’ottica di lungo periodo, serve a sensibilizzare maggiormente chi sul fiume vive e si allena.

“Noi allenatori – afferma Bruno Mascarenhas – siamo prima ancora educatori. Per questo è importante per noi promuovere questo tipo di iniziative e far capire ai giovani che l’ambiente va rispettato. I giovani di oggi, a dire il vero, sono assai più sensibili dei giovani di ieri e, purtroppo, degli adulti di oggi. Questo perché di ambientalismo e di pulizia dei fiumi e dei mari si parla a scuola, si parla a casa ed è importante che se ne parli anche lì dove si pratica sport”.

 

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L’installazione del Seabin durante l’iniziativa “Via le mani”

“Da questa stagione – spiega Mascarenhas – il circolo è diventato Plastic free. Per esempio abbiamo voluto fornire a tutti gli iscritti e soprattutto ai più giovani, ai giovani uomini e donne del domani, insieme al kit sportivo, anche una borraccia in alluminio con il nostro stemma”.

Ma l’attenzione ai temi sociali da parte del Circolo Canottieri Roma non si ferma qui. “L’istallazione del seabin – continua l’ex canottiere – avverrà domenica 24 ottobre, in occasione della regata intitolata Via le mani, contro la violenza sulle donne, organizzata insieme alla Federazione italiana canottaggio”.

L’iniziativa giunta alla sua settima edizione raccoglierà fondi che saranno devoluti all’Associazione Nazionale Volontarie Telefono Rosa Onlus.

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