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“Non sostieni la protesta delle donne iraniane?”. E il prof taglia una ciocca di capelli all’alunna

La vicenda è accaduta in un liceo del centro di Roma. Il sindaco Roberto Gualtieri: “Una forma di bullizzazione inaccettabile”.

Un professore ha tagliato una ciocca di capelli a una studentessa di origini iraniane per costringerla a esprimere solidarietà a Mahsa Amini, la 22enne uccisa in Iran perché, secondo le autorità locali, non indossava correttamente il velo. La vicenda è accaduta in un liceo del centro di Roma mentre il docente stava affrontando il tema delle proteste nello Stato del Medio Oriente.

Il professore prima si è avvicinato alla ragazza, poi ha preso un paio di forbici, infine le ha tagliato una ciocca di capelli. “Proprio tu, che hai origini iraniane, dimmi, non ti sembrerebbe giusto sostenere la lotta delle donne nel tuo Paese? Non ti taglieresti una ciocca di capelli per testimoniarlo?“, avrebbe detto l’insegnante all’alunna rimasta sotto choc.

Intanto, secondo l’AdnKronos, l’istituto scolastico ha avviato già un procedimento disciplinare contro il docente. La vicenda sta scatenando oltretutto un putiferio politico.

L’episodio che riguarda la giovane studentessa iraniana va verificato ma, se vero, sarebbe una forma di bullizzazione inaccettabile“, ha dichiarato il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, durante un convegno sulla violenza sulle donne a Palazzo Valentini.

Secondo Eleonora Mattia, presidente della Commissione per le Pari Opportunità della Regione Lazio, “se confermato quanto emerge dalle ricostruzioni, il fatto sarebbe molto grave. È fondamentale diffondere consapevolezza nelle giovani generazioni sulle questioni internazionali, ma altrettanto importante è rispettare l’autonomia dei ragazzi e delle ragazze. Rifiutiamo ogni strumentalizzazione di minori, nel pieno rispetto della loro integrità fisica e della libertà di azione. Che le giovani ragazze siano indipendenti e libere di conoscere e appoggiare la battaglia delle “sorelle” iraniane senza forzature o umiliazioni inaccettabili“.

 

 

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