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Avvistate per la prima volta a Roma da 70 anni esemplari di vespe orientali. Gli entomologi avvertono: sono più grandi, più pericolose e più “affamate” della loro controparte comune.

Non si vedevano da almeno 70 anni a Roma ma, complice il grande caldo e l’esplosione di rifiuti, sono tornate le vespe orientali.

Si tratta della specie Vespa Orientalis, una versione più grande, pericolosa e “cattiva” della vespa classica che siamo abituati a vedere nei condomini, nei sottoscala o nelle zone rurali della città.

La vespa orientale è un esemplare che è attratto dai rifiuti, spiegano gli entomologi. E la situazione attuale della capitale ha sicuramente aiutato il ritorno di questa specie allogena.

 


Discariche a cielo aperto, cassonetti stracolmi, rifiuti lasciati per strada sono l’habitat perfetto per la vespa orientale, che si nutre di rifiuti organici e carne in putrefazione.

 


Una beffa per il sindaco Gualtieri, anche considerato il fatto che esemplari di vespa orientale sono stati rilevati proprio a Monteverde, quartiere dove abita il sindaco che ha fatto della lotta ai rifiuti una parte importante della sua campagna elettorale.

Nonostante la promessa di una città pulita in 10 giorni i rifiuti campeggiano ancora nelle strade e attorno ai cassonetti pieni, dalle periferie al centro cittadino.

In attesa di una soluzione definitiva, termovalorizzatore o meno, Ama cerca di correre ai ripari: “Nelle ultime 48 ore sono state raccolte e avviate a trattamento oltre 5mila tonnellate di rifiuti indifferenziati – spiega l’azienda – dato che fa salire il complessivo degli ultimi 9 giorni ad oltre 20mila tonnellate“.

L’azienda ha attivato anche squadre  di spazzamento e lavaggio sulle strade di Monteverde vecchio, Trastevere e alcune strade del XIII municipio come via D’Amelio e via Val Cannuta, nella speranza di non ritrovarsi, dopo cinghiali e topi, ad affrontare un’altra emergenza animale.

 

 

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