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Sul piede di guerra Oipa, Lipu, Lav e Wwf. Le associazioni animaliste promettono battaglia.

Sul piede di guerra Oipa, Lipu, Lav e Wwf. Le associazioni animaliste promettono battaglia.

A Roma si è insediata la cabina di regia per gestire l’emergenza della peste suina africana. L’organo coinvolge il Ministero della Salute, la Prefettura, il Comune, la Regione e le forze dell’ordine, oltre al commissario straordinario per l’emergenza, Angelo Ferrari. Il piano per ridurre la presenza dei cinghiali arriverà sicuramente entro 30 giorni, ma si spera di presentarlo con un certo anticipo rispetto alla scadenza. “Si procederà con l’utilizzo di cacciatori abilitati e poi, in base alle zone e alle condizioni, si valuterà la tipologia insieme ai cacciatori che sono nostri alleati“, ha spiegato Andrea Costa, sottosegretario alla Salute.

Costa: “Troppi cinghiali, situazione fuori controllo”

Costa, intervenuto a Radio24, ha poi aggiunto: “La situazione è fuori controllo, non c’è neanche un numero preciso su quanti siano i cinghiali in Italia. La situazione non è stata gestita. Ci sono solo delle stime che parlano di oltre due milioni di cinghiali, un numero insostenibile. Ci sono stati danni all’agricoltura, c’è il rischio per l’incolumità delle persone oltre al problema del virus. Bisogna ristabilire il giusto equilibrio, i cinghiali devono continuare a vivere ma nel loro habitat“.

Oipa: “Il problema dai rifiuti, non dai cinghiali”

Oipa è stata tra le prime associazioni animaliste ad opporsi all’ipotesi, ormai inevitabile, degli abbattimenti. “Abbiamo già denunciato di non essere stati ascoltati, a differenza dei cacciatori. Valutiamo anche di impugnare l’ordinanza” – spiegano Massimo Comparotto (presidente nazionale) e Rita Corboli (delegata di Roma) – “La scienza dimostra che gli abbattimenti non servono a ridurre la popolazione di cinghiali. Ci sono zone di Roma (come Ostia Antica, Axa, Casal Palocco, Infernetto) dove la presenza di cinghiali è molto alta, ma non c’è lo stesso problema di Roma Nord. Questo perché nel Municipio X c’è la raccolta porta a porta, e funziona. Il problema sono i rifiuti, non i cinghiali“.

Lipu e Wwf: “Il MiTe ascolta solo i cacciatori”

Tra le ipotesi in campo c’è anche quella di estendere la stagione venatoria contro i cinghiali. Un’ipotesi a cui Lipu e Wwf Italia si oppongono. “Dopo Costa, anche il MiTe disconosce le evidenze scientifiche sulle conseguenze negative della braccata. Le ricerche scientifiche riconoscono che le forme collettive di caccia ai cinghiali sono tra le cause della proliferazione e delle dispersione” – spiegano le associazioni animaliste – “L’uso delle mute dei cani e la totale assenza di selettività negli abbattimenti in braccata o battuta destabilizzano le dinamiche gerarchiche dei nuclei familiari di cinghiali, aumentando il numero di femmine che si riprodurrà nella stagione successiva“.
Wwf e Lipu concludono poi così: “Il provvedimento, che stravolgerebbe la legge 157/92, non fa altro che soddisfare la richieste del mondo venatorio, spalleggiato da alcune associazione rappresentative di quello agricolo, capovolgendo la realtà. Ancora una volta il MiTe dimentica la sua missione conservazionistica, scientifica e di tutela“.

Lav: “Pronti a impugnare le ordinanze sulla caccia”

Anche la Lega Anti Vivisezione è sul piede di guerra. “La nuova ordinanza è molto preoccupante, in maniera sibillina sembra dare una precisa direzione alla prossima ordinanza della Prefettura, con un aumento a dismisura della caccia dei cinghiali su tutto il territorio regionale” – spiega la Lav – “Come temevamo, la peste suina oltre a essere un virus mortale per i cinghiali, si sta trasformando in un’opportunità ulteriore per la caccia. I cacciatori potranno addirittura cibarsi degli animali uccisi se negativi al test Psa. Siamo pronti a impugnare al Tar ogni disposizione sull’aumento della caccia ai cinghiali“.

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