Roma, cinghiali e peste suina. Francesca Manzia: “Abbattimenti inevitabili, ma complicati”

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Roma tra cinghiali, peste suina e abbattimenti. A TeleAmbiente parla un’esperta di animali selvatici come Francesca Manzia, responsabile del CRFS Lipu Roma.

A Roma si va verso gli abbattimenti selettivi. Non è un termine un po’ vago? E soprattutto, è una mossa realmente efficace?

È chiaro che il cinghiale morto e risultato positivo non si è paracadutato in quella zona, quindi dobbiamo pensare che non sia l’unico esemplare contagiato. Il problema sanitario è importante, soprattutto per gli animali. La peste suina contagia cinghiali e maiali e questo andrà ad influire sicuramente sull’economia del Paese. Per questo, bisogna cercare di porre rimedio al problema.
Ci sono delle leggi e la Regione non decide di fare gli abbattimenti, ma decide il da farsi secondo la normativa vigente, quindi deve adeguarsi alle disposizioni del Ministero della Salute“.

Come potranno svolgersi gli abbattimenti a Roma?

Questo è il punto: non sarà affatto facile. Siamo a Roma, non possiamo fare le battute di caccia per le strade. Ogni abbattimento andrà organizzato tra tutti gli organi competenti, recintando le zone. Sicuramente stanno cercando di capire come fare ma è molto complicato. In Sardegna, non molto tempo fa, c’è stato il problema della peste suina e hanno dovuto fare abbattimenti: lì, però, l’ambiente era molto più naturale ed è stato indubbiamente più semplice. Fare abbattimenti a Roma sarà complicato, non vorrei essere davvero nei panni della Regione e di chi dovrà decidere“.

Qualche giorno fa, l’utilizzo ai Fori Imperiali di elefanti provenienti dai circhi ha scatenato parecchie polemiche…

Questo è il solito problema che si ripropone: quando un animale ha piacere di fare un lavoro, per lui è anche un modo di distrarsi e impegnare il tempo. Molti animali hanno bisogno di lavorare e di fare delle attività.
Però poi, quando ci sono situazioni che impongono orari e giorni, come gli spettacoli del circo o quelli cinematografici, a quel punto l’animale potrebbe essere costretto a fare qualcosa che in quel momento non vorrebbe fare. È molto difficile stabilire questo confine, l’importante è che l’animale venga monitorato da veterinari e controllato dagli organi competenti affinché siano rispettati la sua salute e il suo benessere. Questa dovrebbe essere sempre la priorità. Voglio sperare nella sensibilità delle produzioni, devono tenere conto che stanno lavorando con esseri viventi“.

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