Roberta Lombardi, candidata presidente della Regione Lazio con 2.952 voti. Conclusa la corsa per decidere chi, del movimento 5 stelle, si candiderà a guidare la Regione Lazio dal 2018.

Nell’evento organizzato a Marino, un comune vicino Roma, intitolato “Condivisione 5 stelle”  e riguardante l’open day Rousseau sono stati resi noti i risultati delle regionarie a 5 stelle ed hanno incoronato Roberta Lombardi come candidata a guidare la Regione nelle prossime elezioni.

Presenti alla manifestazione i candidati regionali, scelti questa settimana attraverso la piattaforma della Casaleggio , ma anche senatori, deputati, sindaci e star del movimento presenti anche i due leader del movimento Beppe Grillo e Davide Casaleggio.

Le regionarie grilline hanno visto una sfida a tre . Oltre la deputata romana vincitrice c’erano due consiglieri uscenti Davide Barillari che ha sfiorato la vittoria raggiungendo 2.605 voti e Valentina Corrado con solo 954 voti e sostenuta fortemente dalla Sindaca Virginia Raggi.

La Lombardi, sempre critica verso la Sindaca di Roma, ora vuole impegnarsi per Roma e il Lazio. A concorrere per la presidenza sicuramente ci sarà Nicola Zingaretti e forse Pirozzi, Sindaco di Amatrice, anche se dalle ultime notizie non sarebbe lui il candidato della destra laziale.

La Regione Lazio è un organo legislativo strategico per l’Italia e potrebbe diventare la prima regione a guida M5S anche se la sfida non sarà facile.

L’attuale Presidente ancora nel PD è molto attento a mantenere i rapporti con quella sinistra critica verso il Segretario Matteo Renzi.

Parliamo di MDP, articolo 1, Sinistra Italiana e Possibile.

Il Lazio è la seconda regione italiana per capacità produttiva e l’attuale presidente gode di un grado di fiducia dei cittadini elevato anche se lo scenario politico nazionale potrebbe far variare rapidamente le intenzioni di voto.

Infatti, un problema che si potrebbe riscontrare in caso di Election Day tra politiche nazionali e regionali è quello di coalizioni differenti e che porterebbe portare l’elettore a confondersi o a non capire i vari raggruppamenti differenti.

Questo problema infatti sta all’ordine del giorno in Regione la quale ha calendarizzato la riforma della legge elettorale regionale per il 23 ottobre.

Alla Pisana si vuole decidere se tenere il listino del presidente bloccato oppure no. Vedremo no prossimi giorni di ottobre veloci evoluzioni degli scenari sia legislativi che politici.

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