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A ROMA I 60 ANNI DELLA RIVOLUZIONE CUBANA

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Rivoluzione cubana. Sessant’anni di comunismo e Cuba è ancora lì, pronta a tentare un’altra rivoluzione. Approvare una vera e propria Costituzione.
Era il 1° gennaio 1959, quando i rivoluzionari cubani, guidati da Fidel Castro, avanzano alla volta dell’Avana, aprendo una pagina nuova, rivoluzionaria, socialista, nella storia dell’isola caraibica. Una pagina da dove poi trionfò la rivoluzione sostenuta anche dal guerrigliero argentino Ernesto Che Guevara, diventato un’icona per intere generazioni.
Ora, dopo oltre mezzo secolo, molte cose sono cambiate.

Il “Lider Maximo” rivive nella mente dei nostalgici, il fratello e successore Raul ha lasciato la presidenza a Miguel Díaz-Canel, un ingegnere nato un anno dopo la rivoluzione, nel 1960.
La nuova sfida, una costituzione, infatti proprio quest’anno verrà approvata una rivoluzionaria carta fondamentale tutta cubana che lancerà l’isola del centro America direttamente nel futuro come, possiamo dirlo, ipotizzava già Marx nel 1800.
A Roma, i festeggiamenti per la festa Nazionale della Repubblica Cubana, si sono svolti al CirCuba e dopo uno spettacolo circense per gli ospiti l’ambasciatore Josè Carlos Rodriguez Ruiz ha preso la parola ricordando l’importanza di questo 2019. “Festeggeremo i 500 anni dell’Avana, i 60 anni dalle rivoluzione e i 50 anni dalla costituzione del circuba.
Abbiamo operato tra molte difficoltà ma nessuno è riuscito a farci vacillare.
Hanno provato di tutto come: il blocco commerciale americano, gli attentati terroristici, i sabotaggi economici , le epidemie contro animali e vegetali.

Nulla ha potuto scalfire Cuba perché la forza risiede all’interno del popolo cubano. Abbiamo la salute pubblica e gratuita, alto grado di istruzione e molta sicurezza alimentare.
Fame zero in tutta l’isola.
Per continuare abbiamo l’emancipazione delle donne in ogni settore oltre la parità salariale.
Non tutto può essere retto dal guadagno. No guerre ma cooperazione. Rispetto al diritto altrui è pace.
La riforma costituzionale che verrà sottoposta il 24 febbraio ai cittadini cubani è un testo avanzato soprattutto nei diritti umani e nella tutela ambientale.
Abbiamo intrapreso scelte fondamentali per il destino della nazione.
Il popolo cubano, con un alta istruzione, può pensare agli ideali.
E ha concluso con una frase del famoso rivoluzionario cubano josè Martin “Un principio giusto al fondo di una caverna è più forte di qualunque esercito”.


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