In questo numero di Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con ItalPress: 1) A Glasgow un parco giochi per bambini dove si respira aria pulita; 2) I Super ricchi mettono a rischio la decarbonizzazione; 3) McDonald’s per l’ambiente, raccolte 15 tonnellate di rifiuti; 4) Ambiente, sempre più ristoratori scelgono imballaggi in carta

In questo numero di Tg Ambiente, realizzato in collaborazione con ItalPress: 

1) A Glasgow un parco giochi per bambini dove si respira aria pulita: Si chiama Otrivin One Air Bubble, è un’installazione con cui GSK Consumer Healthcare ha voluto sensibilizzare i potenti del mondo riuniti a Glasgow, in occasione della COP26, sui danni causati dall’inquinamento atmosferico. Grazie alle biotecnologie e al potere filtrante delle alghe che “mangiano” le molecole inquinanti, la struttura è un’area didattica “smog free” alimentata dall’energia dei bambini. Fa tappa a Glasgow, una delle città più inquinate del Regno Unito, dopo essere stata testata a Varsavia, in Polonia, Paese che ha il primato europeo per l’inquinamento. Un problema, cui non si sottrae l’Italia in cui, secondo l’ultima classifica dell’Agenzia Europea dell’Ambiente, si trovano quattro delle città più inquinate del vecchio continente: Cremona, Vicenza, Pavia e Brescia. L’installazione è stata realizzata, grazie alle competenze degli architetti italiani Claudia Pasquero e Marco Poletto, co-fondatore di ecoLogicStudio.

Cop26, a Glasgow un parco giochi dove si respira aria più pulita

2) I Super ricchi mettono a rischio la decarbonizzazione: Non possiamo più permetterci l’impatto ambientale dei super ricchi. L’1% più ricco del mondo, sta mettendo a rischio la transizione ecologica e la decarbonizzazione a causa della sua un’impronta di carbonio 30 volte superiore a quella necessaria per rispettare il limite del riscaldamento globale entro 1,5°C rispetto ai livelli pre-industriali, come stabilito nel 2015 dagli Accordi di Parigi. Lo rivela una ricerca realizzata, per Oxfam, dall’Institute for European Environmental Policy (IEEP) e dallo Stockholm Environment Institute (SEI) presentata alla Cop26 di Glasgow. Per rispettare il target di 1,5 gradi, ogni persona sulla Terra dovrebbe emettere una media di 2,3 tonnellate di CO2 all’anno al 2030, che è circa la metà della impronta climatica media di ciascuna persona sulla Terra. Ma mentre, secondo le stime di Oxfam, l’1% più ricco supererà questa soglia di 30 volte per la fine del decennio, il 50% più povero rilascerà appena una tonnellata di CO2 all’anno e continuerà a subire gli effetti più disastrosi dei cambiamenti climatici. Secondo lo studio, per avvicinarsi all’obiettivo, alcune persone dell’1% più ricco dovrebbero ridurre le loro emissioni del 97% rispetto ad oggi per raggiungere questo livello.

L’inquinamento dei super-ricchi: l’1% più ricco del mondo ha un’impronta di carbonio 30 volte il target degli 1,5°C

3) McDonald’s per l’ambiente, raccolte 15 tonnellate di rifiuti: Si è concluso Napoli il progetto “Le giornate insieme a te per l’ambiente”, ideato da McDonald’s in collaborazione con Fise Assoambiente e Utilitalia, per combattere il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti. L’iniziativa ha toccato 105 tappe, da nord a sud della penisola, e coinvolto 4000 volontari. Un esercito munito di pinze, scope e palette, che è riuscito a raccogliere 3500 sacchi di rifiuti, l’equivalente di più di 15 tonnellate. In ciascuna delle tappe, i ristoranti McDonald’s si sono fatti promotori dell’iniziativa, con la collaborazione di Comuni, Municipalizzate, Associazioni, 25 scuole e società sportive. “Siamo orgogliosi dell’esito del progetto e dei risultati ottenuti che testimoniano un vero e proprio impegno per l’ambiente, reso possibile grazie al prezioso aiuto di Istituzioni, Associazioni e cittadini” – commenta Dario Baroni, Amministratore Delegato di McDonald’s Italia. Ospite della tappa di Napoli, Frank Matano. Le giornate insieme per l’ambiente si inseriscono in un percorso virtuoso verso la transizione ecologica, che McDonald’s ha intrapreso dagli nei suoi ristoranti, a partire dal packaging e dalla raccolta differenziata dei rifiuti.

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4) Ambiente, sempre più ristoratori scelgono imballaggi in carta: Il Packaging in carta si conferma il protagonista della Food Delivery. Sono sempre di più i ristoratori che scelgono imballaggi in Carta e Cartone per la consegna del cibo da consumare a casa, apprezzandone prestazioni, sicurezza e soprattutto sostenibilità. È quanto emerso dalla ricerca condotta da Comieco in collaborazione con la Redazione del Gusto e l’Università delle Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Ma le virtù di tali materiali vanno ben oltre: i contenitori in carta infatti possono diventare il primo biglietto da visita del ristoratore, che sulla superficie può raccontare la propria storia, la filosofia del cibo che propone ma soprattutto comunicare le caratteristiche relative alla composizione dell’imballaggio e aiutare così il consumatore a riciclarlo.

 

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