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RISCALDAMENTO GLOBALE E AUMENTO DEL LIVELLO DEL MARE. QUALI LE PREVISIONI PER IL FUTURO?

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Riscaldamento globale. Di Valeria Franceschini. Un recente studio svolto su dati satellitari raccolti negli ultimi 25 anni rivelerebbe un preoccupante aumento del livello di acqua negli oceani, causato principalmente dal riscaldamento globale. Entro fine secolo gli effetti di tale fenomeno potrebbero essere disastrosi.

A dimostrare il progressivo aumento del livello dei mari è uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences a cura di Steve Nerem, scienziato del CIRES di Boulder, Colorado, in collaborazione con la NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), e la NASA.

Lo studio di Nerem, basato sui dati satellitari raccolti negli ultimi 25 anni, ha potuto constatare l’andamento accelerato dell’innalzamento del livello degli oceani. La ricerca ha rilevato, oltre all’aumento dei 3 mm annui, di cui si era già a conoscenza, la presenza di 1 mm “extra” ogni 10, allarmando gli esperti.

Se il ritmo dell’innalzamento dei mari dovesse continuare ad accelerare in questo modo, entro il 2100 si prevede un incremento del livello degli oceani pari a più del doppio di quello precedentemente calcolato su un tasso di crescita costante.  Entro la fine del secolo si potrebbe passare dai 30 cm, inizialmente previsti, a ben 65 cm in più. Seguendo questi calcoli, una buona parte delle località costiere e delle isole potrebbe ritrovarsi sommersa nel giro di pochi anni, con gravi conseguenze.  

In futuro, inoltre, il ritmo di accelerazione potrebbe aumentare ulteriormente. Se ciò dovesse avvenire le previsioni attuali potrebbero rivelarsi anche eccessivamente ottimistiche. Le cause di tutto ciò e da attribuirsi al riscaldamento globale che andrebbe ad agire sul livello del mare in maniera duplice: l’innalzamento della temperatura favorisce la dilatazione dei fluidi, aumentandone il volume (circa la metà dei 7 cm registrati dal 1993 a oggi è dovuta all’espansione termica) e agevola lo scioglimento dei ghiacciai  in Antartide e Groenlandia, con il conseguente riversamento di grandi quantità di nuova acqua nei mari.

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