Il punto del senatore Gianni Pietro Girotto dopo l’incontro ‘Transizione energetica: proposte e strumenti per rilanciare il comparto produttivo’.

Si è tenuto questa mattina a Roma, in piazza della Minerva, l’incontro ‘Transizione energetica: proposte e strumenti per rilanciare il comparto produttivo‘, organizzato da Gianni Pietro Girotto, senatore M5S e presidente della Commissione Industria a Palazzo Madama. Presenti, oltre ai principali rappresentanti delle attività produttive, anche Mariolina Castellone (capogruppo M5S al Senato), Davide Crippa (capogruppo M5S alla Camera), Giuseppe Conte (presidente M5S), Andrea Cioffi (Commissione Lavori Pubblici Senato), Patty L’Abbate (Commissione Ambiente Senato), Luca Sut (Commissione Attività Produttive Camera) e Ilaria Fontana (sottosegretaria di Stato alla Transizione ecologica). Il senatore Girotto, organizzatore dell’incontro, ha spiegato: “Dal 2013 ripetiamo che avremmo pagato caro il blocco allo sviluppo delle rinnovabili e alla fine è stata impedita la reale concorrenza delle tecnologie pulite contro le fossili. Con l’emergenza energetica attuale, non possiamo non mettere in cantiere interventi mirati e tempestivi“.

Oggi quindi abbiamo voluto incontrare i rappresentanti del comparto produttivo italiano, 25 sigle in totale, per ascoltare il loro punto di vista e ragionare insieme su cosa fare e come farlo al più presto. Non abbiamo più tempo, la guerra in Ucraina ha solo peggiorato una situazione che già era critica, e alla quale abbiamo cercato di fare fronte con interventi ancora non sufficientemente strutturali, che hanno risolto (in parte) nell’immediato, ma non nel medio/lungo periodo” – continua il senatore Girotto in una nota – “La ricerca di soluzioni strutturali non è più rimandabile. Servono extrabonus energia (crediti d’imposta) per le Pmi, con la previsione che una parte della produzione di energia rinnovabile sia dedicata a rifornire i settori più esposti al caro energia, per renderli il più possibile autonomi“.

Il senatore M5S ha poi aggiunto: “Bisogna, poi, avere il coraggio di recuperare una parte dei corposi extraprofitti avuti recentemente nel settore fossile. Non posso sentire di aziende alle quali conviene stoppare la produzione, non è tollerabile. Le imprese che resistono sono quelle che si sono lanciate sull’autoconsumo, ma sono ancora troppo poche. Il processo di snellimento burocratico per ottenere le autorizzazioni è ancora troppo timido. Ricordiamoci che le rinnovabili aiutano l’ambiente e che senza energia il Paese non può progredire e reggere la concorrenza con altri Paesi che hanno richiami ambientali e culturali. Il tutto dovrebbe essere accompagnato da una efficace e capillare campagna di comunicazione, che informi di tutti gli strumenti e gli incentivi disponibili, tanto numerosi quanto sconosciuti. Valga per tutti l’esempio delle Comunità Energetiche Rinnovabili, che solo ora stanno uscendo dal buio. Vanno inoltre sostenuti tutti i consumatori vulnerabili ed esposti all’avanzamento della povertà energetica, fenomeno che può essere contrastato tempestivamente attraverso le suddette Comunità energetiche, l’allargamento del bonus sociale e, perché no, una gestione dedicata da parte di Acquirente Unico, che però deve essere slegato dai lacciuoli attuali“.

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