Rinnovabili, Gianni Silvestrini: “È il momento di accelerare anche in Italia”

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Le rinnovabili sono in costante e decisa espansione, anche nei Paesi più inquinanti del mondo. L’Italia è ancora indietro e a TeleAmbiente ne parla Gianni Silvestrini, ricercatore e direttore scientifico del Kyoto Club, che ha appena pubblicato ‘Che cosa è l’energia rinnovabile oggi’ (Edizioni Ambiente).

Lei ha appena pubblicato questo libro, una guida a 360° sulle rinnovabili. La necessità di diversificare le fonti di energia è diventata ancora più attuale.

L’idea del libro è nata dall’editore nell’estate scorsa, perché c’era una platea crescente (i giovani di Fridays for Future, mondo del sindacato, del lavoro e della scuola) che chiedeva un libro che spiegasse con chiarezza qual è la situazione attuale delle rinnovabili in Italia: prospettive, ma anche problemi, affrontati anche con il contributo di esperti nazionali in vari settori. Poi con la guerra in Ucraina la situazione è diventata ancora più d’attualità: il libro era nato sulla necessità di fronteggiare l’emergenza climatica, ma ora c’è anche la questione del gas russo“.

Eppure, si parla sempre e solo di sostituire gas con altro gas.

Non sappiamo cosa succederà, ma l’Italia, come altri Paesi, ha deciso di ridurre progressivamente la propria dipendenza dal gas russo. Sui media, in generale, si parla solo del gas, mentre il ruolo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica è messo sempre in secondo piano: mi pare veramente una follia. Non tutti però fanno così: la Germania aveva fissato l’obiettivo dell’80% di rinnovabili entro il 2030, ora punta al 100% entro il 2035“.

Nel libro vengono illustrati tutti i tipi di fonti di energia rinnovabile, comprese quelle più avanzate.

Il libro vuol far capire come le rinnovabili ormai siano al centro della transizione energetica, anche in Paesi come la Cina. Anche se ci sono ancora troppe centrali a carbone, stanno spingendo moltissimo sulle rinnovabili. Quest’anno pensano di aumentare di 100mila MW di fotovoltaico, in Italia in tutto noi ne abbiamo appena 22mila.
Le rinnovabili possono diventare centrali nello scenario energetico e questo lo dice anche l’Agenzia internazionale dell’energia, che è sempre stata tiepida sull’argomento. Dobbiamo capire su quali tecnologie si deve puntare, in Italia e in Europa, considerando innanzitutto le criticità“.

Quali sono le principali criticità?

Nel libro parto proprio da una criticità. Se noi vogliamo aumentare la quota di rinnovabili, dobbiamo innanzitutto risolvere il problema dell’accumulo di lunga durata, cioè riuscire a garantire energia per 7-10 giorni.
Questo è fondamentale per raggiungere gli obiettivi ambiziosi che molti Paesi si sono già dati“.

Quali sono le rinnovabili più futuristiche?

Ci sono delle soluzioni molto interessanti studiate o sperimentate in questo momento. Ne cito una: nello stato dello Utah, su un giacimento di sale, verranno realizzate due enormi caverne con degli elettrolizzatori che, alimentati da sole e vento, scindono l’acqua e producono idrogeno. A quel punto l’idrogeno viene compresso nel sottosuolo, in queste caverne, e poi quando serve viene estratto. Il progetto servirà per la città di Los Angeles che vuole diventare rapidamente ‘carbon-free‘”.

Quali sono gli scenari futuri per le rinnovabili?

Abbiamo le tecnologie, i costi si sono ridotti moltissimo (oggi un modulo di fotovoltaico costa dieci volte meno di 12 anni fa) e i Governi possono fissare obiettivi ambiziosi. In Italia dobbiamo arrivare al 72% entro il 2030, cioè in otto anni. Già adesso siamo al 38%, non è poco, ma bisogna accelerare e di molto.
Ci sono dei Paesi che puntano molto sulle rinnovabili, compresi Cina, India, Australia, Giappone e Stati Uniti.
In Italia siamo bloccati ma c’è una forte disponibilità proprio da parte degli imprenditori. Che lo dicano gli ambientalisti è scontato, ma un mese fa Elettricità Futura, l’associazione di Confindustria che raggruppa Enel, A2A e altre, ha detto di essere disponibile a installare 20mila MW all’anno per tre anni. Ricordiamo che al momento facciamo meno di 1000 MW all’anno, aumentare così tanto ci consentirebbe di rinunciare al gas russo. Se lo dicono anche loro, è proprio questo il momento di accelerare con le rinnovabili“.

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