RINNOVABILI, DI MAIO: “OBIETTIVI 2030 E DECARBONIZZAZIONE VIA MAESTRA PER STESURA PIANO CLIMA ED ENERGIA”

Rinnovabili. Calano del 7% nel 2017 rispetto all’anno precedente, gli investimenti mondiali nelle energie rinnovabili, con il rischio che possano calare ulteriormente nel 2018.

In rapida ascesa invece gli investimenti per le fonti fossili, arrivati (per la prima volta dal 2014) a 790 miliardi di dollari contro i 318 miliardi per le rinnovabili.

La responsabilità è attribuibile, da un lato alla fine degli incentivi in Cina al fotovoltaico, dall’altro al boom dei giacimenti di gas di scisto.

Il risultato, è che le fonti fossili lo scorso anno sono salite al 59% del mix energetico mondiale, mentre dovrebbero scendere al 40% nel 2030, come stabilisce l’Accordo di Parigi.

Un quadro “preoccupante”, che mette a rischio la sicurezza energetica ed il raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi.

Degli strumenti necessari da mettere in campo per raggiungere gli obiettivi 2030, se ne è parlato durante il convegno “Le rinnovabili al centro della transizione energetica – cosa serve per realizzare gli obiettivi al 2030”, organizzato da Anev ed Elettricità Futura.

Efficienza energetica, Green Economy, decarbonizzazione e mobilità sostenibile – ha assicurato il Ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, sono tra le priorità del Governo.

“Dobbiamo decarbonizzare e defossilizzare l’economia” – ha aggiunto Di Maio, spiegando che fino ad ora sono state fatte scelte “che si sono rivelate antieconomiche, anti-ambientali e anacronistiche devono essere cambiate”.

Come ha ricordato anche il Ministro dello Sviluppo Economico, il 2017 ha visto un calo dell’energia idroelettrica dovuto anche alla scarsità di piogge, ma le rinnovabili hanno coperto il 17,7% dei consumi e hanno permesso la disposizione di 70mila unità di lavoro permanenti e 44mila temporanee.

Nel breve termine, il governo continuerà a fare affidamento al Decreto di supporto alla produzione elettrica da rinnovabili, che permetterà “l’installazione di più di 6.000 Mw da impianti nuovi o in oggetto di rifacimento e che mette a disposizione risorse per più di 250milioni di euro nel triennio 2018-2020”.

Ma questo decreto – ha spiegato ancora Di Maio – “sarà occasione, per noi, di introdurre nuovi strumenti, nell’ottica di superamento degli incentivi diretti”.

Il Governo, tenendo conto degli obiettivi al 2030 insieme al programma di de carbonizzazione, guideranno la stesura del Piano Clima ed Energia.

Bozza che sarà inviata per le valutazioni in commissione entro dicembre.

Il piano anticipato da Di Maio, conterrà:

  • uno scenario base che mostrerà l’evoluzione del sistema considerando le sole politiche attuate fino ad oggi con i rispettivi valori raggiunti e i parametri che individuano gli obiettivi;
  • gli obiettivi al 2030 e una proiezione al 2050, con uno scenario di policy che proietti coerentemente il sistema energetico e che fornisca elementi tecnici per stabilire politiche e misure per raggiungimento degli obiettivi;
  • la stima di impatto delle misure e un piano integrato di politiche climatiche e sviluppo industriale e socioeconomico che sia basato su rinnovabili, efficienza energetica e reti intelligenti, anche attraverso l’impiego di investimenti in ricerca e sviluppo di nuove tecnologie

Infine, il ministro ha anche accennato al cambio dei vertici di Gse e Arera: “come Governo abbiamo già individuato il nome del nuovo Amministratore delegato del Gse, che posso dirvi che sarà una persona pro rinnovabili e pro efficienza energetica. Entro la fine della settimana porterà in Consiglio dei Ministri anche i nuovi nomi dei vertici di Arera. Vogliamo formare la squadra per avviare la transizione energetica del Paese” – ha concluso.

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