Rifiuti

Rifiuti trasformati in opere d’arte: ecco come il Nepal sta salvando l’Everest

Condividi

Per accrescere la consapevolezza dei danni che sta subendo l’Everest, la montagna più alta del mondo, a causa dei rifiuti che ormai hanno raggiunto anche la sua vetta, il Nepal sta trasformando i rifiuti in opere che saranno esposte in una galleria d’arte.

La cima dell’Everest, con oltre 8.000 metri di altezza, non è riuscita a bloccare la drammatica avanzata dei rifiuti ed è invasa da ogni genere di scarti, come bombole d’ossigeno vuote, brandelli di tende e di corde, lattine e involucri in plastica abbandonati dagli scalatori e dagli escursionisti.

Bosnia, isole di rifiuti intasano il fiume Drina. Ecco cosa è successo

Tommy Gustafsson, co-fondatore del Sagarmatha Next Centre, un centro di informazione per i turisti e una struttura di riciclaggio dei rifiuti, dirige questo progetto e sta coinvolgendo artisti internazionali e locali che si impegneranno nella creazione di opere d’arte ricavate da materiali di scarto.

Non solo, insegneranno alla gente del posto come trasformare la spazzatura che sta danneggiando il loro ambiente in tesori destinati all’esposizione e alla vendita.

Con la Brexit il Regno Unito esporterà i rifiuti nei paesi più poveri

Vogliamo mostrare che è possibile trasformare gli scarti in preziose opere d’arte, creando anche possibilità di lavoro e di reddito”, ha detto Gustafsson.

Il direttore del progetto punta a cambiare la percezione delle persone sulla spazzatura e istruirle su come poterla gestire. Il centro è situato ad un’altitudine di 3.700 metri circa, a Syangboche ovvero il sentiero che porta al campo base e ad un paio di giorni di cammino da Lukla, dove sono le porte di accesso alla montagna.

Il ricavato delle vendite di queste opere sarà destinato alla conservazione della regione e il carico di rifiuti raccolto sarà gestito dal comitato per il controllo dell’inquinamento di Sagarmatha: sarà una sfida ardua in una regione senza strade.

Rifiuti, il Giappone sta costruendo satelliti in legno per ridurre la spazzatura spaziale

Un’iniziativa lanciata dal gruppo EcoHimal, “Carry me back”, invita ogni turista e guida, di ritorno dall’escursione, a portare con sé un sacchetto contenente un kg di immondizia da depositare all’aeroporto di Lukla, per essere spediti a Kathmandu.

 Di Francesco De Simoni

(Visited 46 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago