Riciclo e Riuso

Rifiuti, una startup promette un riciclo immediato degli scarti alimentari

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Una startup malese promette di compostare gli scarti alimentari in sole 24 ore, invece di due anni richiesti dal processo naturale.

Quando i rifiuti alimentari finiscono in discarica rilasciano metano, un gas serra più potente dell’anidride carbonica. Un modo per assicurarsi che gli avanzi non vengano lasciati a marcire in questo modo è utilizzarli trasformandoli in compost.

Il corretto compostaggio dei rifiuti alimentari può ridurre significativamente la quantità di metano che rilascia nell’atmosfera. Ma con i metodi convenzionali, spesso possono essere necessari dai sei ai 24 mesi per produrre un compost pronto per la crescita delle piante.

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Una startup inglese invece offre la possibilità di ridurre il tempo di compostaggio da 2 anni a 24 ore.

Fornendo soluzioni di compostaggio in loco per tutti i tipi di aziende e case, Maeko afferma che il suo obiettivo è quello di aiutare a “chiudere il ciclo” della sostenibilità, assicurando che il cibo di scarto torni nelle fattorie e negli orti come fertilizzante per coltivare più cibo.

Maeko, con sede a Kuala Lumpur, ha inventato una macchina che produce compost in un ambiente anaerobico in cui la temperatura e il flusso d’aria sono strettamente controllati. La macchina frantuma i rifiuti e li agita per accelerare il processo, ottenendo un compost bio-organico pronto per l’uso in un giorno.

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Inoltre, non ci sono gli odori sgradevoli normalmente associati al cibo in decomposizione. Il sistema di ventilazione della macchina Maeko utilizza la filtrazione bioenzimatica per eliminare gli odori poiché abbatte tutti i tipi di rifiuti alimentari, comprese le ossa, le uova e i gusci dei frutti di mare.

La Malesia genera ogni giorno 15.000 tonnellate di rifiuti alimentari, che rappresentano quasi la metà di tutti i rifiuti domestici, e Maeko afferma che la maggior parte finisce in discarica.

 

Ma lo spreco di cibo è un problema globale. Un nuovo rapporto delle Nazioni Unite ha rilevato che in tutto il mondo vengono generati quasi 1 miliardo di tonnellate di rifiuti alimentari all’anno, quasi il doppio della quantità stimata in precedenza.

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Il 26% proviene dal servizio di ristorazione e il 13% dalla vendita al dettaglio, ma il 61% proviene dalle famiglie, con una media di 74 chilogrammi di cibo scartati a persona ogni anno in tutto il mondo. L’ONU afferma che il cibo pro capite sprecato ogni anno è “notevolmente simile” dai paesi a reddito medio-basso a quelli ad alto reddito.

Allo stesso tempo, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura stima che 690 milioni di persone abbiano sofferto la fame nel 2019.

 

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