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Rifiuti, il MiTe media tra Regione Lazio e Comune di Roma: “Agire al più presto”

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Rifiuti, Roma e il Lazio ad un passo da una nuova emergenza. Tra Comune e Regione media il MiTe, che però avverte: “Occorre agire al più presto”.

Roma ad un passo da una nuova emergenza rifiuti. Per scongiurarla, il Ministero della Transizione ecologica sta mediando tra le varie parti in causa, a cominciare dal Campidoglio e dalla Regione Lazio. Mentre la Capitale si appresta ad ospitare gli Europei di calcio ed è sotto i riflettori del mondo, ieri mattina si è tenuto un primo vertice a cui hanno partecipato Comune di Roma, Regione Lazio, Città Metropolitana, Ispra e Arpa Lazio. La discarica Sogliano Ambiente, dove da tempo sta conferendo le E. Giovi proprietaria dei Tmb di Malagrotta, dal 16 giugno non potrà più ricevere rifiuti per esaurimento dello spazio disponibile. Senza una soluzione, da martedì prossimo gli impianti della Valle Galeria dovranno ridurre del 40% i rifiuti raccolti da Ama. Il rischio è quello di ritrovarsi in strada con 500 tonnellate di immondizia al giorno.

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Nella riunione tenuta al Ministero, tutti gli enti coinvolti hanno fornito la documentazione richiesta: la cartografia per l’aggiornamento delle aree idonee all’individuazione degli impianti, la ricognizione dei procedimenti di autorizzazione e ampliamento pendenti presso la Regione e la Città metropolitana. Quest’ultima si è impegnata a fornire un aggiornamento delle mappe delle aree idonee per gli impianti entro sette giorni lavorativi. Il Ministero ha chiesto agli enti coinvolti di agire con la massima celerità, ribadendo ancora una volta che per raggiungere i target comunitari occorre ridurre la quantità di rifiuti indifferenziati e che il Pnrr prevede investimenti per il rafforzamento della raccolta indifferenziata, anche con la realizzazione di nuovi impianti.

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Laura D’Aprile, Capo Dipartimento per la Transizione ecologica e gli investimenti verdi, ha spiegato: “La riunione è stata proficua ma è necessario procedere con celerità e una pianificazione chiara”. Dal Ministero è stata smentita un’indiscrezione, diffusa da alcuni organi di stampa, secondo cui sarebbero stati raggiunti nuovi accordi che prevedrebbero un aumento dei costi per gli sbocchi fuori regione.

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