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Rifiuti, raggiunta intesa che sblocca end of waste

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Rifiuti. “L’intesa raggiunta dalla maggioranza parlamentare è una notizia che un’intera filiera di aziende italiane leader nella tecnologia green stava aspettando da troppo tempo. Dopo averci provato molte volte, finalmente abbiamo trovato l’accordo che sblocca l’end of waste, cioè il riciclo dei rifiuti differenziati”.

Così il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, annuncia di aver trovato il compromesso sulla norma cosìdetta End of Waste, che stabilisce i criteri e le regole per poter avviare i rifiuti differenziati al riciclo e al riuso riducendo discariche e inceneritori e favorendo gli investimenti in questa direzione.

L’emendamento è a prima firma della senatrice Vilma Moronese (M5S), è stato inserito nel decreto sulle crisi aziendali. A bloccare il sistema del riciclo italiano era stata, a febbraio, una sentenza del Consiglio di Stato che aveva stabilito che il potere di determinare la cessazione della qualifica di rifiuto (End of waste, appunto) compete solo allo Stato e non anche alle Regioni.

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A lungo si è quindi attesa una legge nazionale che avrebbe dovuto dare una direzione all’industria del riciclo, soprattutto per tutti quei prodotti non ancora regolati da leggi nazionali.

Impossibile trovare un accordo, tra le regioni (e la Lega) che chiedevano una autonomia quasi totale e il ministero che voleva accentrare il più possibile la gestione.

In mezzo, le aziende che prima di investire volevano garanzie, una cornice legale o comunque linee guida nazionali su quali rifiuti potessero essere trasformati e quali no.

Il tira e molla tra M5s e Lega si era tradotto da un lato in un emendamento della Lega allo Sblocca Cantieri che, nel riportare le decisioni esclusivamente alle regioni, faceva riferimento a tecniche e materiali indicati in un decreto del 1998 e quindi non aggiornato sulle ultime innovazioni e dall’altro in una serie di decreti di Costa per sbloccare determinati trattamenti “urgenti”.

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Il testo,che dovrà ora essere approvato, trova una via di mezzo e accoglie anche le indicazioni delle associazioni, adeguando la normativa all’ultima direttiva europea.

Quanto alle Regioni, si affida alle Arpa, le Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente, il compito di rilasciare “nuovi provvedimenti autorizzatori adottati, riesaminati o rinnovati” sulla trasformazione del rifiuto, ma resta al ministero (ovvero all’Ispra, l’Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) il controllo sulle autorizzazioni rilasciate, i criteri e sulla loro applicazione. Inoltre, si istituisce un “registro nazionale deputato alla raccolta delle autorizzazioni rilasciate”.

 

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