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Rifiuti, in partenza il progetto per ripulire il Vietnam e i suoi fiumi

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Partirà in Vietnam il progetto Zero Plastic Waste City, con il doppio obiettivo di raccogliere i rifiuti nel paese e fornire lavoro agli abitanti del luogo.

Cinque nazioni del sud-est asiatico sono responsabili per l’inquinamento della plastica in mare più dei restanti paesi del mondo combinati; tra questi c’è il Vietnam. Il fiume Mekong, fondamentale per lo sviluppo socio economico della regione, è tra i primi dieci condotti di rifiuti che scaricano in mare nel mondo. La maggioranza dei rifiuti del Vietnam è dovuta ad una combinazione di un aumento dei consumi e una cattiva gestione dei rifiuti. Il rapido sviluppo economico del paese è stato accompagnati ad una crescita della produzione di rifiuti del 10% annuale.

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Solo il 10-15% dei rifiuti in Vietnam viene riciclato correttamente; la maggior parte dei rifiuti viene inviata nelle discariche e negli inceneritori, fattore che sottolinea la necessità di un approccio sostenibile per la gestione dei rifiuti. L’industria del riciclo della plastica sta crescendo nel corso degli anni nonostante gran parte dei materiali di plastica riciclata per anni è stata importata da paesi come la Cina. Nello tentativo di ridurre i rifiuti nei fiumi, il governo ha vietato l’importazione di materiale riciclato nel 2018, un atto che ha permesse l’aumento della domanda interna per rifiuti di plastica domestica riciclabili. Ad oggi il più grande ostacolo al miglioramento della gestione dei rifiuti nel paese deriva dan servizio di raccolta, separazione e smaltimento dei rifiuti totalmente inadeguato a livello provinciale.

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A causa di investimenti insufficienti nelle tecnologie per il riciclaggio, molte province del paese non sono adeguatamente equipaggiate per separare i rifiuti alla fonte. Studi sul campo hanno dimostrato che i quartieri in cui i rifiuti vengono raccolti correttamente godono di un servizio efficiente ed a basso costo. Tuttavia, molte comunità rimangono inaccessibili dai servizi di raccolta. Di conseguenza, gli abitanti sono costretti a gettare i propri rifiuti negli inceneritori e nelle discariche, contribuendo direttamente all’inquinamento dell’aria e dei fiumi e alla presenza di zanzare che provocano malattie.

E’ questo il motivo che ha portato alla nascita del progetto Zero Plastic Waste City, nato dalla collaborazione tra The Grameen Creative Lab e The Alliance to End Plastic Waste. Zero Plastic Waste City ha un approccio socio-economico modulare che punta ad aumentare il tasso di raccolta e riciclo dei rifiuti e allo stesso tempo potenziare i servizi di raccolta, fornendo lavoro ai residenti. Questo approccio permette lo sviluppo di quello che in economia viene chiamato “social business“, un modello di sviluppo economico basato sui bisogni delle comunità e, nel caso del Vietnam, sulla necessità di colmare il gap della catena di smaltimento dei rifiuti. Il social business è un concetto sviluppato da Muhammad Yunus, premio Nobel per la pace nel 2006 e cofondatore di The Grameen Creative Lab, che consiste nel basare la propria attività imprenditoriale sulla risoluzione di specifici problemi ambientali e sociali. In esso è racchiusa la parte migliore dei due settori: una missione sociale di un’organizzazione di beneficienza e l’acume del mondo imprenditoriale, in modo da assicurare un’indipendenza economica al progetto nel lungo periodo.

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Le località specifiche in cui prenderà piede il progetto saranno identificate seguendo vari fattori come la vicinanza a fiumi o al mare, e il tasso di rifiuti che viene disperso nell’ambiente. Inoltre, per andare ad impattare specificatamente i sistemi di raccolta a livello municipale, il piano verrà inizialmente implementato aree urbane medio-piccole. Il Vietnam rispetta tutti questi criteri e ci sono molte possibilità che Zero Plastic Waste City possa essere un successo. In caso lo fosse, il progetto potrà essere applicato in tutti paesi nell’intero delta del Mekong.

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