Rifiuti, premiati i Comuni Ricicloni 2019. Veneto e Trentino Alto Adige le regioni più virtuose

Rifiuti. 547 Comuni Rifiuti Free, trenta in più rispetto allo scorso anno.

Sono i numeri del Rapporto Comuni Ricicloni 2019, il report annuale di Legambiente sui Comuni italiani virtuosi dell’economia circolare.

Crescono il Trentino Alto Adige (+25), Emilia Romagna (+11), Veneto (+10, che si conferma la regione con il numero più elevato di Comuni rifiuti free) e Piemonte (+10).

L’area del Nord-Est si conferma come la più virtuosa (con 294 Comuni Rifiuti Free su 547 totali) grazie a un sistema di raccolta e gestione efficace basato, nella maggior parte dei casi, su sistemi consortili, raccolta porta a porta e tariffazione puntuale.

Il 77% dei comuni Rifiuti Free (pari a 421) si trova al Nord, l’8% (pari a 42) al Centro e il 15% (84) al Sud, confermando una situazione abbastanza stabile e senza variazioni significative soprattutto nelle regioni del centro-sud Italia.

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Tra i capoluoghi di provincia sono solo 3 le città che rientrano nei parametri dei Comuni Rifiuti Free: Treviso, Pordenone e Belluno.

Tra i Comuni non capoluogo più grandi ci sono invece Carpi (71mila abitanti) ed Empoli (53mila abitanti).

“La raccolta differenziata non è che il primo passo propedeutico, ma non sufficiente, per superare i vecchi sistemi di smaltimento – ha dichiarato il Direttore generale di Legambiente Giorgio Zampetti – gestione efficace e ben organizzata, raccolta porta a porta, politiche di prevenzione, tariffazione adeguata per disincentivare la produzione dei rifiuti e aumentare la qualità dei diversi materiali raccolti, sono gli ingredienti fondamentali. Ma perché gli sforzi, l’impegno e gli importanti risultati dei Comuni Rifiuti Free siano ripagati, occorre lavorare altrettanto alacremente sulla chiusura del ciclo, sul riciclo e sull’utilizzo della materia prima seconda che ne deriva”.

Nel complesso in Italia la produzione dei rifiuti rimane ancora alta, con 487 kg/ab/anno e se la raccolta differenziata intercetta, mediamente a livello nazionale, oltre la metà dei rifiuti prodotti conil 55,5% (dato ISPRA 2017), si registra ancora un forte divario tra Nord (66%), Sud (42%) e Centro Italia (52%).

Ai primi posti troviamo il Veneto (74%), il Trentino Alto Adige (72%), la Lombardia (70%) e il Friuli Venezia Giulia (65,5%).

Rovesciando la classifica troviamo invece CalabriaPuglia al 40%, il Molise al 31% e la Sicilia in coda col 22% ma con due eccellenze, Ragusa e Agrigento, col 70% di raccolta differenziata.

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Nel dossier i dati accorpati per consorzio, indicano ai primi posti quelli al di sotto dei 100mila abitanti, con una novità rispetto agli anni scorsi.

Il primo a classificarsi infatti, viene dalla Sardegna ed è la Comunità montana Gennargentu Mandrolisai (11 Comuni per un totale di 14.351 abitanti) che precede i due consorzi trentini Amnu Spa e Asia (Azienda Speciale per l’Igiene Ambientale).

Per quanto riguarda i consorzi più grandi, quelli sopra i 100mila abitanti, sul podio troviamo al primo posto il Consiglio di Bacino Sinistra Piave (TV), al secondo il Consorzio di Bacino Priula (TV) e al terzo il Consorzio dell’Emilia Romagna Aimag Spa (MO), che raccoglie quasi tutti i Comuni Rifiuti Free dell’Emilia Romagna.

Serve una normativa a supporto della rivoluzione circolare. Occorre definire subito i criteri end of waste per rimettere in circolo la materia prima seconda e attuare le norme già esistenti, come ad esempio quanto previsto dalla normativa sul GPP (Green Public Procurement), i cui obblighi sono spesso disattesi – ha spiegato Zampetti – la vera sfida consiste nel creare una rete virtuosa che dalla produzione arrivi fino al recupero di materia e alla restituzione della materia prima seconda. In questo ciclo le Amministrazioni comunali, regionali e centrali hanno un ruolo importantissimo, come testimonia questo rapporto, indicando le tante esperienze positive che possono fare sempre più da traino in un percorso ancora lungo ma ormai ben delineato”.

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