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Rifiuti plastici smaltiti illegalmente in Albania, 9 rinvii a giudizio

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Per risparmiare sui costi di smaltimento, falsificavano i documenti che accompagnavano i rifiuti di plastica e gomma esportati all’estero.

Con l’accusa falso, trasporto e traffico illecito di rifiuti, il Gup del Tribunale di Bari, Marco Galesi ha rinviato a giudizio nove persone, tra amministratori e dipendenti della societàLa Carpia Srl’ di Ferrandina (nel Materano) e il procuratore in Italia della società Everest dove veniva portati i rifiuti.

I fatti contestati risalgono agli anni 2012-2015.

La Carpia Srl riceveva i rifiuti plastici da 5 diverse aziende del territorio nazionale e, alterando i codici degli imballaggi, li trasferiva in Albania per lo smaltimento.

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Nel particolare, veniva esportati carichi di rifiuti altamente contaminati e dannosi per la salute e l’ambiente, costituiti da polietilene sporco di terriccio e inquinato da sostanze nocive, senza effettuare un previo trattamento di recupero”.

Gli imputati – spiega l’accusa – “per conseguire un ingiusto profitto rappresentato sia dai compensi percepiti per la ricezione di rifiuti destinati ai trattamenti sia dal risparmio di spesa derivante dalla mancata attivazione delle corrette procedure di gestione dei rifiuti prescritte dalla legge”, avrebbero “gestito rifiuti plastici esportandoli con spedizioni transfrontaliere e smaltendoli illecitamente in un’azienda in Albania, che però non dispone di impianti idonei al recupero di rifiuti plastici”.

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Alterando i codici di classificazione dei rifiuti, avrebbero anche ingannato i funzionari delle Dogane del porto di Bari e il Consorzio Polieco, che si occupa di rifiuti in polietilene, assistito dall’avvocato Roberto Eustachio Sisto.

Il processo inizierà il 10 febbraio 2022 dinanzi al Tribunale monocratico di Bari.

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