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Rifiuti plastici scaricati e bruciati in area protetta. Carabinieri: “Avveniva in modo metodico”

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Dopo tre mesi di indagine, in prossimità di Lama San Giorgio a Triggiano, in provincia di Bari, è stata rivelata “un’attività sistematica di smaltimento illecito di ingenti quantità di rifiuti, prevalentemente plastici, mediante combustione, con conseguente compromissione dell’ambiente a causa della produzione di liquami tossici”.

In un’area sottoposta a vincolo paesaggistico venivano scaricati rifiuti prevalentemente in plastica e dati alle fiamme. Dopo tre mesi di indagine sono stati sequestrati una parte dell’area in cui avveniva lo smaltimento illecito estesa per circa 1800 metri quadrati, 2 autocarri con cassone ribaltabile – utilizzati per il trasporto e lo scarico sul suolo dei rifiuti – 1 autovettura e 2 motocarri utilizzati per il recupero del materiale ferroso e per recarsi sul posto per procedere alle combustioni.

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Quattro persone, di cui due residenti a Bari e due residenti a Triggiano, nonché’ una ditta di commercio di metalli ferrosi con sede a Modugno, sono considerati responsabili di smaltimento illecito di rifiuti e inquinamento ambientale con produzione di diossine e rifiuti liquidi neri derivanti dalla combustione della plastica.

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I carabinieri forestali parlano di una attività che avveniva in modo metodico all’interno dell’area in prossimità di Lama San Giorgio a Triggiano, in provincia di Bari.

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