Sorge nella città di Gresik in Indonesia un museo costruito interamente con bottiglie e rifiuti plastici provenienti dal mare, un simbolo per sensibilizzare la popolazione di uno dei paesi più inquinati del mondo.

In Indonesia un gruppo di ambientalisti, desiderosi di inviare un messaggio sull’aggravarsi della crisi mondiale della plastica negli oceani, ha creato un museo fatto interamente di plastica, per convincere le persone a ripensare alle proprie abitudini e a dire no a borse e bottiglie monouso.

 


La mostra all’aperto si trova nella città di Gresik, nell’est di Giava; ha richiesto tre mesi per essere assemblata ed è composta da oltre 10.000 rifiuti di plastica, da bottiglie e sacchetti a bustine e cannucce, tutti raccolti da fiumi e spiagge inquinati.

Archeoplastica, il museo con i rifiuti di plastica spiaggiata con più di cinquant’anni di vita

Il fulcro è una statua chiamata “Dewi Sri”, una dea della prosperità ampiamente adorata dai giavanesi. La sua lunga gonna è composta da bustine monouso di articoli per la casa.

“Vogliamo inviare un segnale alle persone per fermare l’uso della plastica monouso”, ha affermato il fondatore del museo Prigi Arisandi.

“Queste plastiche sono molto difficili da riciclare… A partire da oggi, dovremmo smettere di consumare plastica monouso perché inquinerà il nostro oceano, che è anche la nostra fonte di cibo”.

Rotte della plastica, in che modo questi rifiuti si radunano in enormi isole galleggianti

Il problema della plastica è particolarmente acuto in Indonesia, che è seconda solo alla Cina per volume di plastica che finisce nei mari.

Insieme alle Filippine e al Vietnam, queste nazioni sono responsabili di oltre la metà della plastica oceanica e gli sforzi indonesiani per regolamentare l’uso degli imballaggi in plastica hanno avuto risultati contrastanti.

La mostra ha ospitato più di 400 visitatori da quando è stata aperta all’inizio del mese scorso.

Articolo precedenteElezioni Roma, verso il ballottaggio tra Michetti e Gualtieri. Sul Guardian: “Duro colpo per M5S”
Articolo successivoAmbiente, al Muse di Trento apre la “Galleria della sostenibilità”