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Rifiuti, via libera definitivo alle tanto attese norme su End of Waste

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Rifiuti. Con il via libera definitivo della Camera dei Deputati al Decreto Salva Imprese.

Tra le norme contenute nel provvedimento, l’aumento delle risorse per il Fondo per la transizione energetica nel settore industriale (al fine di finanziare interventi di decarbonizzazione e di efficientamento energetico del settore) e l’incremento del Fondo per la riconversione occupazionale nei territori in cui sono ubicate centrali a carbone.

 

Il decreto, regola anche il cosiddetto End of Waste, che tradotto in italiano significa ‘Cessazione della qualifica di rifiuti’, e si riferisce ad un processo di recupero eseguito su un rifiuto, al termine del quale esso perde tale qualifica per acquisire quella di prodotto.

L’emendamento che va a normare gli ‘end of waste’, inserito durante il passaggio in Senato, consente di superare il blocco operativo generato dalla sentenza del Consiglio di Stato 1229 del 2018 e dalla norma introdotta con la legge “Sblocca cantieri” (Legge 55 del 2019), riavviando, in linea con le disposizioni europee, i procedimenti autorizzativi End of Waste rilasciati caso per caso a livello regionale (o provinciale quando delegate) per quelle tipologie di rifiuti che non dispongono di riferimenti normativi europei o nazionali.

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La nuova normativa interviene su cinque temi importanti – spiega la presidente della Commissione Ambiente del Senato, Vilma Moronese – quelle delle autorizzazioni nuove, delle vecchie autorizzazioni in fase di esame o di rinnovo, le autorizzazioni semplificate, i cosiddetti ‘caso per caso’ e un controllo/monitoraggio di queste autorizzazioni e su questi impianti, garantire banca dati nazionale che potesse raccoglierle tutte”.

  • Autorizzazioni nuove: i soggetti previsti dagli articoli 208, 209 e 211 del testo unico ambientale (Regioni e Province), possono sì autorizzare l’end of waste ma devono attenersi a quanto previsto dall’articolo 6 della Direttiva Europea ma anche a dei criteri specifici inseriti nel comma 1 dell’emendamento, al fine di garantire omogeneità a livello nazionale ed evitare che una regione potesse autorizzare qualcosa che in un’altra regione era vietato.

 

  • Autorizzazioni semplificate: tutto invariato

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  • Autorizzazioni in fase di rinnovo o riesame: previsto un periodo di 180 giorni per mettersi in regola con la nuova normativa.

 

  • Autorizzazioni ‘caso per caso’: per tutti quei rifiuti per cui è necessario essere regolati a parte (quindi che necessitano di un Decreto del Ministero dell’Ambiente che generalmente prevede un tempo che varia dai 2 ai 5 anni), viene prevista una task force (5 tecnici legislativi) che si occuperà all’interno del ministero solo di queste autorizzazioni, accelerando così l’iter di questi decreti ministeriali.

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  • Sistema di controllo e monitoraggio: istituito al fine di garantire la tutela dell’ambiente e la salute dei cittadini. Il sistema è affidato all’Ispra che potrà delegare le Arpa Regionali affinché faccia un’istruttoria a campione su queste autorizzazioni per controllare che rispettino la norma e, attrverso un’ispezione sull’impianto per vedere i rifiuti in ingresso, i processi di lavorazione e anche il prodotto che ne esce a garanzia che tutto venga fatto a norma di legge.

 

  • Banca dati nazionale: permetterà di sapere quante autorizzazioni ci sono, che tipologia di rifiuti e per che quantitativi.
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