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Lazio, la discarica di Viterbo cresce ancora: previsto aumento di 600mila metri cubi

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L’ok è arrivato dalla Regione Lazio che ha concesso un ulteriore ampliamento del sito di stoccaggio di Le Fornaci dopo la decisione del 2019 che ne aumentava di circa275 mila metri cubi la capienza.

La notizia ha fatto storcere il naso a molti cittadini di Viterbo: la discarica Le Fornaci è destinata a crescere. Ancora.

Dopo l’ampliamento autorizzato nel 2019 con cui era previsto un aumento della capacità ricettiva del sito di stoccaggio di 275mila metri cubi, ieri la Regione Lazio ha dato il suo ok a un nuovo ampliamento. In totale 600mila metri cubi di spazio in più per i rifiuti solidi urbani della provincia di Viterbo e – è il timore di molti – dal resto della regione.

La decisione arriva dopo una richiesta definita “necessaria e urgente” da parte Ecologia Viterbo, società che gestisce il sito delle Fornaci. Una richiesta che ha visto la netta contrarietà da parte di una fetta consistente della cittadinanza e dei rappresentanti politici.

Luisa Ciambella, consigliera comunale del Partito Democratico, ci è andata giù pesante: “Siamo ufficialmente la discarica del Lazio. È stato messo un cartello sul territorio con scritto ‘Vendesi’”.

 

La richiesta di un ulteriore ampliamento dopo quello autorizzato nel 2019 è partita il 12 aprile scorso. Mittente: Ecologia Viterbo. Nella missiva si chiedeva “la concessione di ulteriori volumi per continuare a svolgere il servizio, sia regolare che emergenziale, e per assicurare la sicurezza degli autisti dei mezzi d’opera”.

Solo quattro mesi dopo, ad agosto, in piena estate, l’azienda che gestisce la discarica tornava sull’argomento: “La discarica sta riscontrando notevoli difficoltà operative a causa dell’imminente esaurimento delle volumetrie”.

Da qui la decisione della Regione Lazio di allargare il sito di stoccaggio. “L’aumento di cubatura – ha dichiarato Giovanni Maria Santucci, capogruppo di Fondazione al consiglio comunale di Viterbo – porta a pensare che arriveranno rifiuti da altre province. Dal 19 ottobre chiederò di andare a parlare con Zingaretti e col nuovo sindaco della Capitale. L’unica è riaprire Malagrotta”.

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L’emergenza rifiuti nella Capitale

Quello di Malagrotta è un tema tornato caldo proprio in vista del rush finale della corsa al Campidoglio. Il candidato del centrodestra Enrico Michetti ha più volte sottolineato che da sindaco intenderebbe affidare un ruolo di commissario a tutte le emergenze della Capitale (e quindi anche all’emergenza rifiuti) a Giudo Bertolaso. L’ex capo della protezione civile cinque anni fa aveva parlato della necessità di riaprire il sito chiuso nel 2013 su pressione dell’Ue.

Ma Michetti ha subito precisato: “Malagrotta non riaprirà”. Il piano di Michetti per risolvere l’emergenza rifiuti è un altro: la creazione di una task force con l’obiettivo di ripulire Roma e di creare dei siti di trasferenza (luoghi, insomma, in cui posizionare i rifiuti tolti dalle strade romane in attesa di una destinazione definitiva). Inoltre nel programma di Michetti non è esclusa la costituzione di una nuova discarica sul territorio comunale.

Da parte sua il candidato dem Roberto Gualtieri punta il dito sulle gestioni “emergenziali”. “Chi governa la Capitale – si legge nel programma elettorale dell’ex ministro Gualtieri – ha il dovere di trovare soluzioni definitive che permettano di assicurare una gestione dei rifiuti che non solo sia definitiva ma che rappresenti anche un’opportunità di investimento”.

Il piano-Gualtieri prevede: aumento della raccolta differenziata (al 50% nei primi due anni e fino al 70% entro la fine del mandato), creazione in città di impianti di trattamento e riciclo e aumento dei centri di raccolta (uno ogni 50mila abitanti).

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Rischio chiusura di tre settimane per l’impianto di Aprilia

Intanto è di ieri la notizia che Rida Ambiente, società che gestisce il trattamento dei rifiuti ad Aprilia, ha annunciato la chiusura degli impianti di trattamento dei rifiuti di Aprilia per 2 o 3 settimane a partire da sabato 16 ottobre per “aver pressoché esaurito gli sbocchi nelle discariche”.

Immediata la diffida da parte di Regione Lazio: “Si diffida codesto gestore dal sospendere, a far data da sabato 16 ottobre compreso, come illegittimamente minacciato nella corrispondenza che si riscontra, il servizio di trattamento dei rifiuti urbani nei 54 Comuni oggi serviti, al fine di scongiurare l’interruzione della raccolta dei rifiuti urbani indifferenziati ed il conseguente danno per la salute collettiva e l’igiene pubblica. Con espresso avvertimento che, in assenza di accoglimento di quanto richiesto, perdurando tali comportamenti, ci si riserva di adottare tutte le opportune iniziative a tutela della salute collettiva e dell’igiene pubblica”.

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