Roma e Dintorni

Rifiuti, 15 giorni per evitare una crisi, ma è allarme impianti: Tmb Rocca Cencia è pieno

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Rifiuti. Quindici giorni per evitare una nuova grande crisi dei rifiuti.

”Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha firmato la proroga dell’ordinanza regionale per assicurare il ripristino della raccolta dei rifiuti di Roma Capitale. Il provvedimento sarà esteso fino al 15 ottobre per consentire alla società Ama di soddisfare il fabbisogno relativo al trattamento degli scarti indifferenziati nei vari impianti del Lazio”.

”Dal 15 ottobre, infatti, torneranno in funzione i due Tmb di Malagrotta, che garantiranno una disponibilità di 1.000 tonnellate al giorno, mentre giovedì prossimo verrà approvata in Giunta anche l’intesa con la Regione Marche, che insieme all’Abruzzo assicureranno una capacità di quasi 500 tonnellate al giorno per un totale di 9.500 tonnellate al mese. Queste disponibilità, in aggiunta agli impianti dell’Ama e ai contratti già stipulati dall’azienda capitolina con gli operatori del Lazio, permetteranno di mettere in sicurezza la città di Roma sul fronte del trattamento dei rifiuti indifferenziati”.

Tre settimane fa, un nastro dell’impianto di trattamento di Rocca Cencia si è rotto e l’attività si è fermata fino alla riparazione del danno.

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Ma la fossa del Tmb della periferia romana (in cui passano circa 700-800 tonnellate al giorno di rifiuti) è piena da diverso tempo e non si riesce a svuotarla perché il flusso di materiale è continuo.

Intanto, il caso della spazzatura della Capitale e della paralisi dell’Ama con le dimissioni in blocco del Cda sta mettendo in difficoltà il governo giallo-rosso.

Il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, ha convocato per la prossima settimana la sindaca Virginia Raggi e il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

In una intervista il ministro dell’Ambiente ha insistito sulla necessità di realizzare un centro di stoccaggio per i rifiuti della durata di due o tre anni.

Il piano regionale dei rifiuti, sul quale entro domani Roma Capitale deve inviare le osservazioni, spiega che serve una discarica, visto che a fine anno chiuderà quella di Colleferro dove ogni giorno vanno mille tonnellate di scarti.

Raggi e Zingaretti devono trovare un’intesa per evitare che la situazione precipiti: in quel caso l’arrivo di un commissario sarebbe scontato.

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Il patto è tutto da costruire, ma potrebbe materializzarsi già la prossima settimana durante la cabina di regia.

Il Comune punta a una proroga dell’ordinanza fino al 30 gennaio.

Il provvedimento firmato da Zingaretti obbliga tutti gli impianti del Lazio a ricevere i rifiuti romani (ma c’erano anche delle prescrizioni nei confronti che Ama non ha rispettato, a partire dall’approvazione del bilancio) e ha giù avuto una proroga, ma soltanto fino al 14 ottobre, secondo la sindaca Virginia Raggi una data troppo ravvicinata.

Non solo: la sindaca vorrebbe fare in modo di riscrivere le prescrizioni per far inserire penali nei confronti degli impianti che non accolgono tutta la quantità di rifiuti stabilita.

In questo modo si eviterebbe l’ennesimo Natale tra i rifiuti: un selfie che Salvini è pronto a scattarsi per lanciare l’assalto al Campidoglio.

Ecco perché gli sherpa del Pd e del M5S sono pronti a trovare una soluzione che blocchi sul nascere qualsiasi aggressione (politica della Lega).

Il primo passo concreto da fare passa da una nuova ordinanza.

Che arrivi al primo mese del 2020 e che nel merito modificata. Ma per arrivare a questo traguardo occorre che ci sia una sintesi politica. Che potrebbe funzionare proprio in virtù del meccanismo già visto per la formazione del nuovo governo: meglio un’intesa giallorossa che la riscossa della Lega.

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Un fattore che chiaro a tutti.

A partire dal premier Giuseppe Conte che per il momento non sta intervenendo. Così come Luigi Di Maio che da giorni continua a tirarsi fuori dalle cose romane che lo hanno scottato troppe volte.

Adesso starà a Sergio Costa, titolare dell’Ambiente e grillino doc, cercare di ricucire i rapporti con il Campidoglio. In questa fase il ruolo di Max Bugani torna più che comodo: il nuovo capo-staff lavora a tutto campo per ricostruire i ponti.

E si prende l’onere, tutto politico di attaccare Salvini: «Matteo, fatti un favore, smetti di rompere le scatole a Virginia Raggi. A volte il silenzio è la cosa migliore. Ti ricordo solo che molti sindaci leghisti sono stati arrestati per reati gravi e che il vostro sindaco n.1, citato come esempio di buon governo, si chiama Bitonci ed è crollato miseramente».

La questione come sempre è tutta politica. Ma servono subito soluzioni tecniche visto che Ama è sull’orlo del baratro e già ci sono i rifiuti sui marciapiedi.

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