Roma

Rifiuti, nuovo contratto Ama: se la città è sporca, pagheranno i dirigenti

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Rifiuti. Sanzioni ai dirigenti se il servizio farà flop, porta a porta monitorato dai comitati dei cittadini e  turni dello spazzamento di strade e marciapiedi pubblicati sul sito di Ama. Sono alcuni dei punti chiave del nuovo contratto di Servizio Ama con cui il Comune prova a rilanciare la municipalizzata dei rifiuti.

Tra i nomi per il nuovo consiglio di amministrazione di Ama, ci sarebbe l’avvocato e maestro della sindaca Virginia Raggi, Pieremilio Sammarco.
I primi effetti delle novità messe in campo da Palazzo Senatorio però si vedranno non prima di due mesi.

La giunta capitolina infatti ha prolungato di 60 giorni il precedente contratto.

Poi, si passerà al nuovo, per una durata di tre anni e circa 750 milioni all’anno.

Il contratto triennale è flessibile“, ricordano in Comune. Può essere infatti rivisto di anno in anno per accogliere nuovi servizi e rispondere a eventuali nuove richieste da parte dei cittadini.

Tor Sapienza, Roma. Rimossa grande massa di rifiuti

Cosa prevede il nuovo contratto:

Sanzioni:

  • a pagare per le multe collezionate per i sacchetti lasciati in strada e i marciapiedi sporchi (8,2 milioni nel 2017, mentre vanno ancora calcolati quelli del 2018) saranno i dirigenti dell’azienda.
  • le contravvenzioni del Comune peseranno sui premi di produzione del loro contratto. Un ribaltamento rispetto al passato, quando le multe finivano in un tesoretto che a fine anno veniva riconvertito in operazioni non previsti dalla Tari (per esempio le pulizie dopo i grandi eventi, di cui Ama doveva occuparsi per farsi perdonare i disservizi).

Raccolta Rifiuti:

  • il servizio porta a porta sarà monitorato da una giuria popolare. A dare il voto al servizio sarà un panel di associazioni dei cittadini, che entrano a far parte del più ampio meccanismo di valutazione (l’ultimo trimestrale ha fatto segnare un aumento del 38,6% dei reclami da parte dell’utenza: ne erano previsti 261mila, ne sono arrivati 362mila).
  • altro strumento per tenere sotto controllo il lavoro dei netturbini sarà il sito istituzionale di Ama : verranno pubblicati tutti i turni di spazzamento, una delle operazioni che meno ha attratto il gradimento dei romani nel 2018 secondo i dati a disposizione del Campidoglio.
  • altri servizi come il diserbo e l’eradicazione delle erbacce che crescono a bordo carreggiata e sui marciapiedi verranno restituite agli uffici capitolini. Stop alla cura del verde, più attenzione alla spazzatura. Con la possibilità, però, di poter fare retromarcia o aggiungere ulteriori dettagli all’accordo.

    Anzio, Le “OndeVagabonde” ripuliscono la spiaggia dai rifiuti 

 “La ‘guerra dei rifiuti‘ si combatte ogni giorno. E non ci tiriamo indietro, malgrado ostacoli e difficoltà a volte inaspettati. In queste settimane mi sono rivolta a cittadini, istituzioni, dipendenti di Roma Capitale e della società che raccoglie i rifiuti a Roma: dobbiamo unirci e reagire insieme”.

Scrive sulla sua pagina Facebook il sindaco di Roma, Virginia Raggi, annunciando il nuovo contratto di servizio con AMA.

“Una chiamata alle armi – si legge ancora – dopo che due dei quattro impianti di trattamento e raccolta dei rifiuti di Roma sono andati in fiamme negli ultimi tre mesi, 600 cassonetti sono bruciati in due anni, un’isola ecologica è stata incendiata. Voglio raccontarvi quello che ritengo un importante traguardo: abbiamo riscritto il contratto di servizio tra Roma Capitale e l’AMA, la società che raccoglie e tratta i rifiuti di Roma e altri piccoli Comuni del Lazio. Il contratto di servizio e’ l’accordo alla base del quale il Comune di Roma Capitale, ovvero tutti i cittadini, garantisce la raccolta della spazzatura”.

“Per decenni – spiega Raggi senza entrare nel dettaglio del contratto – il pagamento dei premi ai dirigenti non è mai stato legato alla reale pulizia della città ma solo all’utile di esercizio: se il bilancio di AMA finiva in attivo, i dirigenti venivano premiati. Noi – dopo due anni e mezzo di battaglie in azienda e una serie di Consigli di Amministrazione cambiati – siamo riusciti ad imporre questa clausola: i dirigenti, che prima venivano premiati in base ai freddi numeri di bilancio, ora dovranno fare i conti con la reale pulizia della città. In qualsiasi città d’Italia sarebbe scontato, ma a Roma non era così. Tante cose che abbiamo trovato non erano così. Le stiamo cambiando ma il sistema si oppone. Ci vorrà del tempo affinché tutto funzioni ma voglio che sia chiaro: non siamo mai rimasti con le mani in mano”.

“Ci scusiamo – prosegue ancora la Raggi – perché sino ad oggi le persone che abbiamo mandato in AMA erano partite bene ma si sono perse lungo il tragitto. Per questo non potevano restare lì. Con questo contratto si cambia prospettiva. Ma invito tutti i cittadini ad esserci vicini. I cambiamenti epocali comportano sacrificio e l’impegno di tutti. Ci sarà chi si ribellerà ma noi dobbiamo andare avanti. In questi due anni abbiamo avviato la raccolta ‘porta a porta’ per oltre 280 mila persone riducendo i volumi di spazzatura che sono alla base di quella che ho definito la ‘guerra dei rifiuti’. Un’altra cosa che forse va ricordata che, grazie alla lotta all’evasione tariffaria, siamo riusciti a diminuire la tariffa sui rifiuti (Ta.Ri.) per tre anni consecutivi: per l’anno 2019 la riduzione à vantaggio delle utenze non domestiche – bar, ristoranti, imprese ed esercizi commerciali – con una diminuzione media del 6,1% in bolletta rispetto al 2018, grazie ai 16,5 milioni di euro recuperati dall’evasione. C’è poi una questione culturale”.

“L’azienda – conclude – da sola non può state dietro a tutti gli ‘zozzoni‘: quegli incivili che sporcano la città lasciando rifiuti in strada e che infangano l’immagine della maggioranza di noi romani. Questa e’ una lotta che si porta avanti mettendo insieme AMA, Polizia locale e tanto senso civico in più che porti ogni cittadino a sentire come offesa personale l’insozzamento di Roma da parte di chiunque altro. Il 30% di coloro che abbiamo fermato e multato viene da fuori città. Quando ero piccola ricordo una bruttissima battuta: traduceva SPQR in Sono Porci Questi Romani. Noi dobbiamo assolutamente cambiarla in ‘Sono PULITI Questi Romani’, ma dipende solo da ciascuno di noi. Insieme ce la facciamo”.

 

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