RIFIUTI URBANI, ARRIVA LA LEGGE SUL RIUSO CON UN TAGLIO DELL’IVA AL 10%

Rifiuti urbani. Incardinata dalle commissioni Ambiente e Attività Produttive della Camera, la proposta di legge per il rilancio del settore italiano del riutilizzo dei rifiuti urbani.

Un settore che coinvolge oggi circa 100.000 mila persone e almeno mezzo milione di tonnellate di beni.

“In questi anni, lo Stato italiano ha assistito passivamente agli ottimi risultati raggiunti dai cosiddetti ‘operatori dell’usato’: 100.000 persone che, a vario titolo e con vari ruoli, garantiscono ogni anno il riuso di circa 8 kg di rifiuti ad abitante, nonostante l’assenza di finanziamenti pubblici” – ha spiegato il deputato M5S Stefano Vignaroli.

La proposta di legge ‘Disposizioni per la disciplina dell’economia dei beni usati e la promozione del settore del riutilizzo’ si propone di incentivare il riutilizzo di rifiuti attraverso agevolazioni fiscali, prevedendo un taglio dell’Iva al 10% e la richiesta agli enti locali di applicare tariffe dei rifiuti che tengano conto del loro valore ambientale.

Obiettivo della proposta di legge, riorganizzare il settore con regole analoghe a quelle della vendita dei beni nuovi, riconoscendo la figura dell’operatore dell’usato.

La norma infatti, specifica che “tale riconoscimento dovrà avere un codice attività specificoil codice ATECO, al fine di circoscrivere in maniera chiara e definita i soggetti su cui vanno a ricadere i provvedimenti in materia fiscale, commerciale, urbanistica e ambientale nonché i beneficiari di agevolazioni e politiche di promozione”.

Insomma, regole chiare che oltre a non lasciare più spazio all’illegalità e tutelare i consumatori, avendo la certezza di cosa e come compriamo o vendiamo, vuole fare del bene all’ambiente, rimettendo in circolo beni usati senza destinarli alla discarica.

“Ci sono ancora 600.000 tonnellate di rifiuti – ha evidenziato il deputato Vignaroli – che grazie a questa legge, potrebbero diventare beni riutilizzati, con un importante risparmio dei costi di trattamento dei rifiuti e la possibilità di creare migliaia di nuovi posti di lavoro”.

Quella del riuso, è infatti una delle strategie per sostenere l’economia circolare: stop al consumismo sfrenato, stop all’obsolescenza programmata e forse anche stop al possesso dei beni destinati a un unico soggetto.

“Il settore è inibito e a volte vessato da leggi inadeguate o da carenze normative – si legge in un comunicato del Portavoce di Rete ONU (Rete Nazionale degli Operatori dell’Usato) Pietro Luppi – i decreti ministeriali su riutilizzo e preparazione per il riutilizzo, ad esempio, sono congelati ormai da oltre 7 anni senza alcuna ragione evidente, e a causa di questo il settore non ha la possibilità di svilupparsi”.

Il testo, a prima firma del deputato Stefano Vignaroli,  prevede poi l’istituzione di un Tavolo di Lavoro Permanente sul Riutilizzo, al quale partecipano il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e ISPRA, con diritto di partecipazione anche per principali associazioni rappresentative del settore dell’usato e per i principali operatori del settore per categoria.

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