Ribattezzata ‘World-wide waste web’, grazie a un modello matematico ha permesso di identificare le aree più a rischio per metalli pesanti e sostanze tossiche.

Si chiama ‘World-wide waste web‘ ed è la prima mappa globale dei rifiuti pericolosi, quelli cioè costituiti da metalli pesanti e altre sostanze tossiche (come quelli contenuti in pile esaurite, medicinali scaduti, scarti elettronici e industriali). A realizzarla è stato un gruppo di ricercatori spagnoli dell’Istituto di fisica interdisciplinare e sistemi complessi (Ifisc), con l’obiettivo di identificare i Paesi più a rischio di congestione e saturazione, quindi potenzialmente soggetti a inquinamento da sostanze nocive, con danni per l’ambiente e per la salute.

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Lo studio, pubblicato su Nature Communications, si è basato su un modello matematico. Prima sono stati raccolti i dati per il periodo 2001-2019 sul commercio tra le varie zone del mondo di 108 categorie di scarti pericolosi (infiammabili, corrosivi, esplosivi, tossici o con rischi biologici, ma anche metalli pesanti come piombo, cadmio, mercurio e composti organici volatili come i cancerogeni benzene e formaldeide). Poi, sulla base di quei modelli, è stato calcolato il rischio di congestione da rifiuti, risultato particolarmente alto in 28 Paesi, dove la quantità di materiali importati supera la capacità di contenerli e smaltirli.

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Tra i Paesi più a rischio troviamo India, Messico e Uzbekistan. Lo studio ha consentito anche di valutare se un Paese è prevalentemente esportatore o importatore di rifiuti pericolosi. Germania, Francia e Stati Uniti sono passati da una situazione di equilibrio fra entrate e uscite a uno sbilanciamento verso l’esportazione. La Cina è il principale esportatore di rifiuti pericolosi al mondo, ma rientra anche nei Paesi a rischio. Gli autori dello studio suggeriscono anche che, per quanto riguarda i metalli pesanti, le principali sorgenti sono le discariche a cielo aperto, che si vengono a formare con metodi impropri e senza una vera regolamentazione. In India, Pakistan, Nigeria e Cina, molti rifiuti, compresi quelli elettronici, vengono smaltiti bruciandoli. Una situazione delicata, che si riflette nelle conseguenze per la salute: in Cina, ad esempio, i livelli di piombo rilevati in mamme e neonati sono cinque volte più alti della media degli Stati non a rischio per i rifiuti pericolosi.

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