Entra in vigore dal 1 gennaio 2022 in Italia l’obbligo di raccogliere in modo differenziato i rifiuti tessili.

In Italia dal primo gennaio 2022 entra in vigore l’obbligo di raccogliere in modo differenziato i rifiuti tessili. Attraverso il decreto legislativo 116/2020, il Paese ha anticipato di tre anni l’attuazione di uno dei decreti contenuti nel “Pacchetto di direttive sull’economia circolare” adottato dall’Unione europea nel 2018. L’obiettivo è quello di diminuire l’impatto ambientale del tessile ed incentivare il riutilizzo e il riciclo.

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A livello europeo, invece, la raccolta differenziata di questa tipologia di rifiuto diventerà obbligatoria entro il 2025.

Le stime di Ispra parlano chiaro: il 5,7% dei rifiuti indifferenziati è composto da rifiuti tessili, si tratta di circa 663mila tonnellate/anno destinate a smaltimento in discarica o nell’ inceneritore e che potrebbero essere, in grande parte, riutilizzate o riciclate.

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Secondo la Commissione e il Parlamento Ue, il settore è responsabile del 10% delle emissioni mondiali di gas a effetto serra. Stando alle analisi dell’Agenzia europea dell’ambiente, gli acquisti di abbigliamento e prodotti tessili effettuati in Europa nel 2017 hanno generato 654 chilogrammi di CO2 per persona.

Al momento la raccolta differenziata del tessile è strutturata solo parzialmente sul territorio nazionale. Con l’obbligatorietà, i Comuni e i gestori che non hanno ancora attivato questo servizio di raccolta, dovranno realizzarlo quanto prima e regolamentarlo al meglio, comprendendo sia gli indumenti che altri materiali tessili (tappezzeria, lenzuola, asciugamani ecc.).
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