Una targa elettronica permetterà la tracciabilità delle casse in legno così da migliorare il processo di riciclo e riuso

L’idea è semplice ma il risultato potrebbe essere rivoluzionario: apporre una targhetta magnetica a tutte le casse in legno – quelle utilizzate per il trasporto di frutta, verdura e pesce – così da rendere tracciabile tutta la loro vita, dalla produzione allo smaltimento.

È il concetto alla base di un progetto targato Rfid Lab – start up fondata da Antonio Rizzi, docente di Logistica e supply chain all’università di Parma – e Rilegno – consorzio che ha il compito di organizzare e garantire in la prevenzione, il recupero e il riciclo degli imballaggi in legno.

Un’idea che dimostra quanto sia possibile, grazie all’utilizzo delle tecnologie elettroniche, portare innovazione anche lì dove sembrava impossibile, come nell’industria della produzione di cassette in legno.

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Ma qual è l’obiettivo delle “cassette parlanti”?

“La tracciabilità consentirebbe miglioramenti di natura logistica, per quel che concerne il flusso delle merci, oltre benefici in termini di visibilità, manutenzione, contrasto alle frodi e alle falsificazioni, fino ad arrivare allo smaltimento. Capita spesso di vedere pallet lasciati nei bidoni della spazzatura, senza rispetto delle regole: con le nuove tecnologie non sarebbe possibile”, ha spiegato il professor Antonio Rizzi.

In questo modo, dunque, sarà possibile ridurre gli sprechi e dare una nuova vita a un prodotto nato per avere una vita “monouso”. L’utilizzo di questa tecnologia permetterebbe un miglioramento nelle performance di riciclo del legno del nostro Paese.

Performance, a dire il vero, già tra le migliori d’Europa. L’Unione europea, infatti, ha stabilito che entro il 2030 tutti i Paesi membri dovranno riciclare almeno il 30% del legno consumato internamente. L’Italia a oggi è già al 64%.

Non è detto, però, che questa percentuale resti così alta nei prossimi anni. Dopo decenni in cui si è pensato di sostituire il packaging in legno con quelli formati da materiali di altro tipo (come plastica e polistirolo), oggi è diventato chiaro quanto sia importante passare a produzioni meno impattanti sull’ambiente. 

E sebbene la produzione del legno abbia un suo impatto non da poco, la possibilità di riutilizzo del materiale lo renderebbe in alcuni casi preferibile a materiali come il polistirolo che stanno danneggiando drasticamente l’ambiente esterno.

È dunque fondamentale trovare soluzioni per mantenere alto il livello di riciclo del legno in vista di un ipotetico aumento della produzione di cassette in questo materiale.

L’ipotesi è diventata ancora più realistica dopo la firma il mese scorso di un protocollo tra ministero della Transizione ecologica, Federlegno Arredo, Cooperative di pesca e Marevivo che ha l’obiettivo di rilanciare il packaging in legno.

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