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RENZI: “NON FARO’ NESSUN PASSO INDIETRO”, DI MAIO: “DEM SOTTO IL 20%, SFIDA CON IL CENTRODESTRA”

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Renzi: “non farò nessun passo indietro”, Di Maio: “dem sotto il 20%, sfida con il centrodestra”. Ultima settimana di campagna elettorale in vista delle elezioni del 4 marzo e tra promesse e “colpi bassi”, i leader dei vari partiti garantiscono che non ci saranno inciuci post voto e nessun governo di larghe intese.

“Il voto per il Pd è sprecato, Renzi è sotto al 20. Ormai siamo al testa a testa tra noi e il centrodestra diviso su tutto – afferma il capo politico e candidato premier del M5S Luigi Di Maio – credo che gli italiani non vogliano più vedere Berlusconi litigare con Salvini o con Repubblica”.

Giovedì 1 marzo – annunciano fonti del MoVimento –  ci sarà la presentazione della squadra di governo del MoVimento 5 Stelle che sarà proposta al Presidente della Repubblica.

Il candidato premier del MoVimento 5 Stelle Luigi Di Maio presenterà i candidati ministri in un evento pubblico in programma al Salone delle Fontane all’Eur.

 

Sempre il primo marzo, salvo cambi di programma, il centrodestra si presenterà unito in una manifestazione a Roma.

Nessuna intesa con il Pd, chiarisce Silvio Berlusconi, per il quale è “difficile recuperare il rapporto con Renzi”.

L’ex premier, è convinto che sia il centrodestra che Forza Italia otterranno uno splendido risultato dalla prossima consultazione elettorale e a chi gli chiede quale sia il candidato premier degli azzurri, risponde: “ancora non posso dire chi, ha un altissimo impegno, non vuole il suo nome nel tritacarne”.

Anche se il nome più autorevole per l’ex premier, resta quello di Antonio Tajani.

Giorgia Meloni invece non vede alternative a nuove elezioni in caso di stallo: “Basta un governo settimanale – dice – ci vuole una settimana per fare una legge elettorale, si metta chi si vuole,
ma sette giorni per fare la legge elettorale e poi si torna a votare”.

Matteo Salvini conferma la sua presenza alla manifestazione unitaria di giovedì prossimo a Roma insieme a Berlusconi e Meloni.

Ma è dentro la Lega che si consuma lo “scontro”.

“Conosco Antonio Tajani, gli sono amico e mi farebbe piacere se fosse lui, certamente. Sarebbe un ottimo premier” – afferma Roberto Maroni.

“Non mi pongo il problema della coalizione se nessuno avrà la maggioranza – replica Salvini –  il centrodestra vincerà e la Lega andrà fortissimo, io sono pronto a fare il presidente del Consiglio e a fare la squadra”.

Tanto più dopo aver incassato, all’indomani del giuramento sul Vangelo in piazza Duomo a Milano, l’appoggio di CasaPound.

La formazione di estrema destra si dice pronta a siglare intese e sostenere un governo guidato dal leader della Lega: “se c’è la possibilità di fare un governo sovranista che ci porta fuori dall’euro e fuori dall’Unione Europea e che blocca l’immigrazione che sono i tre punti principali del nostro programma siamo pronti a sostenerlo” – spiega Simone Di Stefano, che però precisa: “un governo che non ha Tajani premier e Brunetta all’Economia”.

Intanto, il segretario dem Matteo Renzi, rivendica la concretezza di quanto fatto dal Pd definendo ‘surreale’ Berlusconi, perchè fa agli italiani promesse “fantasmagoriche”.

Sono “pronto a parlare di programmi, da qui a domenica. Non ci sarà nessun passo indietro e trovo sconcertante che tutto il tema della campagna elettorale sia quel che faccio io – risponde il segretario Pd a chi gli domanda se sarebbe pronto a dimettersi da segretario in caso di sconfitta – se pensate che passiamo l’ultima settimana a parlare del dopo – aggiunge – avete sbagliato destinatario”.

“Penso – spiega ancora Renzi – che il Pd sarà il primo partito e lavoro perché lo sia. Non faremo mai nessun governo con gli estremisti“.

E per estremisti, Renzi intende sia i 5 stelle che la Lega e, visto che ha fatto un’alleanza con Salvini, anche Forza Italia.

Nel mirino del leader dem finisce anche LeU: “Nei collegi o passa il candidato del centrosinistra o del centrodestra, tertium non datur. Ne consegue, che il voto dato a Leu è un voto – ribadisce – dato a Salvini”.

Renzi torna a ribadire come non sia stata scelta da lui la “divisione del centrosinistra” e dice: “ognuno si deve assumere le sue responsabilità. Ogni voto dato al partito di D’Alema è un voto che favorisce il centrodestra e gli estremisti”.

Subito pronta la replica di LeU che rigetta le accuse e torna a ribadire che con i dem non ha intenzione di spartire nulla: “le alleanze si fanno sui programmi. Nessun compromesso al ribasso con il Pd” – replica Laura Boldrini.

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