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Regno Unito, la proposta: tassare i grandi inquinatori per piantare alberi

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Il Committee on Climate Change ha proposto di tassare i grandi inquinatori per dar via al progetto di piantare 100 milioni di alberi l’anno nel Regno Unito.

Il Committee on Climate Change (CCC) ha proposto che i fondi necessari per piantare i 100 milioni di alberi l’anno nel Regno Unito vengano presi dalle imposte sulle compagnie petrolifere e aeree. Il Commitee on Climate Change è un ente pubblico che fornisce consulenza in materia climatica e ambientale al Governo e al Parlamento del Regno Unito. Secondo il nuovo report

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Tra le proposte dell’ente anche quella di vietare la pratica degli incendi dei raccolti e la vendita del compost di torba per proteggere le paludi del paese, fondamentali per assorbire una grande quantità di carbonio e una diminuzione della produzione di carne rossa del 20%, con l’intenzione di liberare almeno un quinto dei terreni destinati all’allevamento per fare spazio ai nuovi boschi.

Il piano del CCC per abbattere le emissioni dall’agricoltura inoltre necessita di una miglior gestione del letame, una riduzione del metano prodotto dal bestiame grazie ad una migliore alimentazione e l’utilizzo dell’elettricità per bruciare i raccolti. Il piano avrà un costo di 1.4 miliardi di sterline l’anno ma produrrà benefit per almeno 4 miliardi, abbassando le temperature, migliorando la qualità dell’aria e la disponibilità di spazi verdi. Chris Stark, CEO di CCC ha commentato “messo in questo modo, sembra un piccolo prezzo che vale la pena sostenere”. Il Presidente di CCC John Selwyn Gummer, Lord Deben, ha commentato “questo è uno dei più report più importanti mai realizzati. Un cambiamento del modo in cui usiamo la terra è essenziale se vogliamo raggiungere gli obiettivi legali delle zero emissioni entro il 2050. Siamo in corsa contro il tempo e abbiamo bisogno di azioni governative immediate”.

Il Regno Unito si sta preparando ad uscire dall’Unione Europea e sarà costretto a dire addio ai 3.3 miliardi di euro di fondi europei che vengono concessi ogni anno ai contadini in base alla quantità di terra che posseggono. Il governo ha promesso che sostituirà questi fondi con servizi pubblici, come appunto gli alberi. Alcuni gruppi hanno fatto appello per una revisione completa delle coltivazioni, che occupano circa il 70% della Gran Bretagna: Rewilding Britain suggerisce che un quarto dei terreni agricoli del paese debba essere restaurato alla natura mentre la commissione RSA sostiene che i cambiamenti climatici siano il prezzo da pagare quando cerchiamo cibo a basso costo. Un ex consigliere del governo ha detto a dicembre che metà dei terreni agricoli dovrebbero essere ritrasformati in foreste e habitat naturali.

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La parte più interessante del report di CCC secondo Stark è proprio la proposta che siano le compagnie aree, le industrie e i fornitori di combustibili fossili a pagare per piantare gli alberi. I contadini e i proprietari terrieri saranno pagati con contributi annuali per creare nuove aree verdi o attraverso uno schema di commercio del carbonio. Il costo sarebbe di circa 700 milioni l’anno:potete immaginare un mondo dove tutto questo viene pagato dalle imposte sui combustibili fossili? Questa è una decisione che spetta al Tesoro”. Con un sistema del genere sarebbero gli inquinatori a dover pagare, secondo Lord Deben, che sostiene però che l’industria dell’aviazione debba riportare le emissioni ai livelli del 2005.

La National Farmers Union ha rivelato i piani agricoli per raggiungere le zero emissioni entro il 2040, un decennio prima di quanto previsto dal governo. Non c’è bisogno di ridurre il numero di carne da consumare o il numero di bestiame ma è essenziale aumentare il numero dei raccolti bioenergetici che rimuovono il CO2 dall’atmosfera, catturandolo e seppellendolo dopo che questi vengono bruciati.

Lord Deben considera il progetto di NFU un’iniziativa notevole: “Minette Batters, presidente di NFU ha fatto un grande lavoro ma la verità è che non ha incluso nulla sulla dieta e la riduzione del numero di animali”, entrambi argomenti fondamentali per il CCC. Stark sostiene che sia fondamentale ridurre del 20% lo spreco alimentare. Il taglio del 20% della carne rossa e del consumo proposto da CCC è molto inferiore rispetto ai recenti studi che indicano la necessità della riduzione di un 80-90%, perché si concentra solamente sulla riduzione necessaria per abbassare le emissioni e non sulla salute dei consumatori o sull’inquinamento.

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Non c’è dubbio che abbiamo bisogno di una trasformazione più grande nell’agricoltura e nell’uso della terra per contrastare l’emergenza naturale e climatica” ha detto Vicki Hird di Sustain Alliance, che sostiene che la tecnologia necessaria per assorbire il CO2 dalle coltivazioni bioenergetica sia ancora in via di sviluppo nel Regno Unito. Sandra Bell di Friends of the Earth ha commentato: “il modo il cui la terra viene usata ed abusata contribuisce ai cambiamenti climatici e alla perdita della biodiversità e questo deve cambiare”. Tuttavia secondo l’attivista gli obiettivi di CCC sulla creazione delle foreste dovrebbero essere almeno raddoppiati.

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