Due governi mondiali mostrano che la corsa ai combustibili fossili non si è arrestata. Nel Regno Unito, il governo di Sunak ha deciso l’apertura, dopo 30 anni, di una miniera di carbone. Nel Qatar si pensa di svuotare i giacimenti di gas e metterlo sul mercato. 

Se non abbandoniamo presto i combustibili fossili il mondo andrà incontro a una catastrofe climatica. Nonostante ciò sia chiaro a tutti, le notizie che arrivano dai governi di diversi Paesi mostrano che stiamo andando nella direzione opposta. Due esempi in poche ore lo dimostrano.

Da una parte il Regno Unito dove è stata aperta una miniera di carbone dopo ben 30 anni. Dall’altra il Qatar che, nemmeno il tempo di chiudere l’esperienza dei mondiali, ha deciso di aumentare a dismisura l’estrazione di gas naturale. 

Regno Unito, apre la prima miniera di carbone dopo 30 anni

Partiamo dalla prima. Il governo di Sua Maestà il Re guidato da Rishi Sunak ha deciso l’apertura della miniera di carbone di Whitehaven, in Cumbria, una piccola città affacciata sull’isola di Man.

La miniera, che chiuderà nel 2049, genererà 400mila tonnellate di CO2 ogni anno. Come se mettessimo in strada 200mila veicoli a benzina.

Il Qatar vuole sfruttare a pieno i suoi giacimenti di gas

Poi c’è il Qatar che ha deciso di sfruttare a pieno le sue immense riserve di gas naturale. Secondo alcuni calcoli, se il governo di Doha dovesse pompare tutto il gas dei suoi giacimenti cancellerà più del 13% del budget di carbonio che ci resta per non sforare la soglia degli 1,5 gradi di innalzamento delle temperature rispetto al periodo pre-industriale.

Insomma, tanto nel Nord quanto nel Sud del mondo si continua a investire sui combustibili fossili. Come se il clima non fosse già cambiato.

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