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GOVERNO IMPUGNA LEGGE “NO INCENERITORI” REGIONE MARCHE. COSTA: “VIA ART.35 SBLOCCA ITALIA”

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Regione Marche. Il Consiglio dei Ministri impugna la legge regionale n.22 del 28/06/2018, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale delle Marche, recante Modifica alla legge regionale 12 ottobre 2009 n.24 “disciplina regionale in materia di gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati”.

Per il Governo, la normativa eccede dalle competenze regionali e si pongono in contrasto con la competenza esclusiva statale in materia ambientale (art. 117 secondo comma lettera s della Costituzione, cui fa capo la disciplina dei rifiuti che, per costante giurisprudenza costituzionale, riserva allo Stato il potere di fissare i  livelli di tutela uniformi sull’intero territorio nazionale.

“La competenza in materia è statale e quindi chiederne l’impugnativa era un atto doveroso” – ha dichiarato a margine del Consiglio dei Ministri, il ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

“Però – continua il ministro – proprio perché la competenza è statale e noi non siamo contrari alla ratio della legge, ho dato disposizione agli uffici legislativi affinchè sia modificato l’art.35 dello SbloccaItalia contro cui tantissimi cittadini e comitati si sono sempre battuti. E’ arrivato il momento di non puntare più sull’incenerimento, ma sulla differenziata di qualità e sull’economia circolare”.

“Se modifichiamo l’art. 35 – ha aggiunto Costa – indichiamo un percorso virtuoso sulla gestione dei rifiuti, spingendo sulla differenziata e sul riciclo dei rifiuti“.

Plauso del MoVimento 5 Stelle.

“L’articolo 35 del famigerato ‘Sblocca Italia’ di Renzi che favorisce il business dei rifiuti e dell’incenerimento in tutta Italia, va superato con un nuova normativa che seguendo le gerarchie d’intervento europee privilegi riduzione , riciclo e recupero di materia eco-efficiente attraverso una seria raccolta differenziata domiciliare (porta a porta) con tariffa puntuale ed il graduale superamento dell’incenerimento dei rifiuti attuando il cosiddetto ‘modello Treviso‘ a Rifiuti Zero, proprio come previsto nero su bianco nel contratto di governo” – dichiarano i parlamentari del Movimento 5 Stelle delle Commissioni Ambiente di Camera e Senato con i relativi capigruppo Stefano Vignaroli e Paola Nugnes.

La Regione Marche però, annuncia battaglia: “a questo punto non ci sono più dubbi: l’attuale Governo in carica vuole riaccendere un inceneritore nelle Marche – ha dichiarato l’assessore Sciapichetti, spiegando che l’impugnazione della nostra legge non era dovuta, come già precisato anche da qualche insigne costituzionalista di parte governativa, per cui si tratta di una mera scelta politica del Governo giallo-verde”.

“Impugnare una legge regionale non è mai un obbligo ma sempre e solo una scelta. Ora è quindi lecito chiedersi il perché di questa scelta”. Scrive così, in una lettera aperta al ministro dell’Ambiente Sergio Costa dal consigliere regionale delle Marche Sandro Bisonni (gruppo misto).

“Nel mese di luglio in sede di Commissione Ambiente al Senato – scrive Bisonni – Lei affermava: ‘Tale strategia è rivolta a ridurre la dipendenza delle pianificazioni del sistema di gestione dei rifiuti dalla logica delle discariche, in primo luogo attraverso la prevenzione, il riutilizzo, il riciclaggio, ed il recupero di materia, ed in secondo luogo anche attraverso il recupero energetico…’. E’ ovvio pertanto che il recupero energetico, ossia l’incenerimento dei rifiuti rientra tra le strategie da Lei ritenute percorribili. Nella sua ultima dichiarazione Lei afferma che è suo impegno: ‘modificare l’art. 35 dello Sblocca Italia, quell’articolo che vede che l’incenerimento dei rifiuti può avvenire facendo viaggiare i rifiuti su tutto il paese nazionale, non va bene così, ecco, va modificato in questo senso’. Con questa dichiarazione palesemente Lei non dichiara di voler vietare la combustione dei rifiuti, come fa la nostra legge regionale (di cui io sono orgogliosamente il primo firmatario), ma – insiste Bisonni – solo e semplicemente vietare il trasporto e il trasferimento dei rifiuti da una parte all’altra dell’Italia. Dalla combinazione delle sue dichiarazioni (quella di luglio e questa di settembre) si capisce senza ombra di dubbio che Lei non e’ contrario all’incenerimento dei rifiuti, ma solo allo spostamento dei rifiuti che possono comunque continuare ad essere inceneriti. Con la nostra legge invece – sottolinea il consigliere regionale marchigiano – si vieta la combustione dei rifiuti e di tutti i sottoprodotti ad eccezione del biometano. Scegliere di impugnare la legge perche’ va contro lo Sblocca Italia (che per altro e’ oggetto della Corte di giustizia europea per effetto di un ricorso al Tar del Lazio vinto da alcune associazioni ambientaliste) dimostra la sconcertante contraddizione politica di Lega e M5s che a parole hanno sempre criticato e detto di voler abrogare l’art. 35 dello Sblocca Italia e nei fatti si ritrovano ad impugnare una legge regionale che contro di esso va”.

L’Esecutivo – si legge ancora nel comunicato diramato al termine della riunione – ha impugnato anche la legge della Regione Puglia n. 28 del 29/06/2018, recante “Norme in materia di prevenzione, contenimento ed indennizzo dei danni da fauna selvatica. Disposizioni in materia di smaltimento degli animali da allevamento oggetto di predazione e di tutela dell’incolumità pubblica”.

In questo secondo caso, l’impugnazione è stata decisa in quanto alcune disposizioni in materia di controllo della fauna selvatica si pongono in contrasto con quanto stabilito in proposito dalle norme statali di riferimento, invadendo in tal modo la competenza esclusiva statale in materia di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, in violazione dell’articolo 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione.

 

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