Regionali Lazio, ancora scontro sul termovalorizzatore

Il termovalorizzatore continua a essere al centro del dibattito politico laziale.

Nel primo confronto a tre organizzato dall’agenzia Adnkronos Donatella Bianchi, candidata del Movimento 5 Stelle, si è detta contraria “Perché con questo inceneritore costringeremo Roma a bruciare i suoi rifiuti per almeno trent’anni”.

Più prudente Francesco Rocca, candidato del centrodestra dato in netto vantaggio: “Non sono contrario, ma bisogna valutare bene dove metterlo” ha affermato.

“Il termovalorizzatore va fatto per chiudere il ciclo dei rifiuti” ha sostenuto Alessio D’Amato, candidato del centrosinistra che aggiunge: “è una questione di decoro e di salute pubblica”.

Secondo le rilevazioni di Izi realizzate per Repubblica Francesco Rocca prenderebbe il 41,5% mentre D’Amato e Bianchi otterrebbero, rispettivamente, il 36,3% e il 18,9%.

Archiviata la possibilità di alleanza con i pentastellati il Pd deve puntare tutto sulla capacità di rimonta di D’Amato, il partito però sembra a più interessato a spartirsi le poche poltrone date per sicure piuttosto che spendere energie per vincere le elezioni. Rocca dal canto suo è alle prese con gli attacchi interni. Alessandro Rocca, il fratello minore del candidato di centrodestra ha criticato più volte la versione fornita dall’ex presidente della Croce Rossa Italiana sul suo passato di spacciatore. Il candidato del centrodestra aveva raccontato di essere caduto nella dipendenza ed essere diventato uno spacciatore a causa del trauma legato alla morte della madre. Il fratello lo ha invitato più volte a dire la verità in diversi post pubblicati su Facebook.

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