Politica

REFERENDUM. VENETO AFFLUENZA 57.2%, Sì 98.1%. LOMBARDIA AFFLUENZA 39.5%, Sì 95.5%%

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Referendum. Ore 23, chiusura dei seggi. Il quorum in Veneto è arrivato già alle 19, alla chiusura il dato finale sull’affluenza è del 59.5% dei cittadini aventi diritto di voto. Più bassi i dati in Lombardia, con affluenza del 39,5%. Festeggiamenti un po’ insoddisfatti per il governatore Roberto Maroni che aveva parlato di una “proiezione superiore al 40%”.

Sia in Lombardia che in Veneto ha vinto il Sì, con percentuale di voto del 95,5% e del 98,1%.

Critiche sulle voting machine (il voto elettronico) in Lombardia per inefficienze del sistema che hanno rallentato votazioni e risultati.

Per il segretario regionale del PD Alessandro Alfieri è stata una “situazione indecente, gli elettori lombardi non possono essere presi in giro così per un referendum costato il triplo di quello veneto”. Per referendum lombardo sono stati spesi 23 milioni di euro in 24 mila tablet, poi ceduti alle scuole.

Ma a mezzanotte ancora nessun dato sulla votazione.

Come è possibile, data che questa svolta tecnologica tanto decantata da Maroni?

Con la chiusura del referendum è arrivata anche la denuncia dal presidente veneto Luca Zaia di un possibile “attacco hacker”, mentre lo stesso Maroni si è ritenuto nonostante tutto “soddisfatto” del voto elettronico. Ma chi garantisce per questo voto?

Zaia ha chiarito che chiederà al governo più autonomia su “tutte le 23 materi” e anche “i nove decimi delle tasse”. Dati importanti che sottolineano la questione settentrionale che non si è mai placata. Una richiesta di un’autonomia fiscale dettata dalla voglia di pagare meno tasse, minor presenza dello Stato e quindi anche una diversa redistribuzione del reddito.

Il governatore lombardo Maroni “chiederà che la Regione venga trattata come l’Emilia Romagna sulla questione del residuo fiscale, per un valore di 23 miliardi”. Ha dichiarato che si rivolgerà all’Anci Lombardia per ottenere una delegazione per le trattative con il governo. Per l’invio delle richieste ha stimato “un paio di settimane”, la risposta del governo dovrebbe poi arrivare “entro 60 giorni”.

 

 

Il referendum

Si è votato fino alle 23 di oggi, con seggi aperti alle 7 di mattina. Le due regioni erano chiamate a pronunciarsi sul referendum consultivo sull’autonomia. Al voto 12 milioni, di cui 8 milioni di lombardi e 4 milioni di veneti.

Chi ha scelto il Sì, vorrà che  il Governo dia alle Regioni più competenze e permetta loro di gestire a livello locale materie che oggi sono di competenza dello Stato.

Tra le 20 materie concorrenti, c’è il coordinamento della finanza pubblica, lavoro, energia, infrastrutture. Oltre a queste, anche tre materie ora di competenza esclusiva statale, giustizia di Pace, istruzione e tutela dell’ambiente e dei beni culturali.

Un’intesa tra Stato e Regioni porterebbe ad una legge che dovrà essere approvata a maggioranza assoluta dalle Camere.

Soltanto nel Veneto era necessario il 50% più uno degli aventi diritto. Non era previsto un quorum invece per la Lombardia per cui, a prescindere dal numero dei votanti, quello che conta sarà la vittoria del Sì o del No. Sul sistema di voro, per i lombardi debutta il voto elettronico, mentre in Veneto si sceglierà su scheda bianca. Il che ha portato a costi per il referendum pari a 38 milioni di euro in Lombardia, contro i 14 milioni del Veneto.

In quanti oggi andranno al voto imposto dai Governatori Maroni e Zaia che hanno già votato nei seggi?

L’incognita politica riguarda solo l’affluenza. Non sono stati costruiti comitati per il No, solo Fratelli d’Italia si è dichiarata contraria.

A mezzogiorno, in Lombardia ha votato l’11%, un residente su 10 degli aventi diritto. Più alta l’affluenza in Veneto, oltre il 21,1%.

Per il leader di Lega Nord Matteo Salvini “sarà un’opportunità trasversale”, mentre è arrivato l’allarme dal ministro Martina che teme per una “deriva catalana”.

In Veneto il governatore Luca Zaia è già in seggio dalle 6.45. “È una pagina di storia che si scriverà, il Veneto non sarà più quello di prima – ha detto – Sta poi ai veneti approfittare di questa opportunità.”

Il governatore lombardo Roberto Maroni giura che ha già vinto, tanto lui il problema del quorum se lo è evitato fissandone uno ben più basso del necessario, al 34%. Una vera furbata.

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