Roma

REFERENDUM ATAC, ROMA AL VOTO SUL FUTURO DEL TRASPORTO PUBBLICO

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Referendum Atac. Il prossimo 11 novembre, i cittadini romani saranno chiamati a dare il proprio parere sul futuro di Atac, la società concessionaria del trasporto pubblico della città metropolitana di Roma.

Un referendum però poco pubblicizzato, non tutti i romani infatti ne sono a conoscenza.

Si tratta di un referendum consultivo, tecnicamente non vincolante per l’amministrazione cittadina e che sarà valido solo se supera il 33% degli aventi diritto al voto, con cui si vuole chiedere ai cittadini se siano o meno favorevoli a mettere a gara l’azienda locale, scegliendo così di affidare il servizio ad un soggetto che possa garantire un servizio migliore.

Due i quesiti.

Il primo chiede: “Volete voi che Roma Capitale affidi tutti i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e su rotaia mediante gare pubbliche, anche a una pluralità di gestori e garantendo forme di concorrenza comparativa, nel rispetto della disciplina vigente a tutela della salvaguardia e la ricollocazione dei lavoratori nella fase di ristrutturazione del servizio?”.

Il secondo, invece, recita: “Volete voi che Roma Capitale, fermi restando i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia comunque affidati, favorisca e promuova altresì l’esercizio di trasporti collettivi non di linea in ambito locale a imprese operanti in concorrenza?”.

 

Fronte del Sì:

Il Referendum, promosso da Riccardo Magi dei Radicali Italiani è iniziato con una campagna lo scorso 12 ottobre.

Sul sito del Comitato promotore “Mobilitiamo Roma” si legge “l’Atac non funziona ed è stata usata da tutte le amministrazioni di destra e di sinistra come bacino clientelare per ottenere voti. Occorre mettere a gara il servizio affidandolo a più soggetti, rompendo il monopolio e aprendo alla concorrenza. Le gare stimolano le imprese, pubbliche o private che siano, a comportarsi in modo virtuoso, e l’apertura alla concorrenza introdurrebbe anche forme più moderne e innovative di trasporto”.

Oltre ai Radicali, a favore del sì ci sono anche Pd e Forza Italia.

 

Fonte del No:

Chi invece si oppone alle motivazioni del Referendum teme invece che l’obiettivo sia solo quello di privatizzare il trasporto pubblico e che questa prospettiva porti ad un peggioramento del servizio per i cittadini e grandi rendite per i gestori privati.

Per il Sì si sono schierati M5S, Lega, FdI, Leu e Sindacati.

. “Si vuole far credere erroneamente che mettere a gara il trasporto pubblico con l’eventuale entrata di altri operatori porterà maggiore efficienza, ma non è così. La città sconta un deficit infrastrutturale e noi stiamo lavorando per risolvere questa questione” – ha detto il presidente della commissione Trasporti Enrico Stefano (M5S).

Quanto alla posizione della prima cittadina, Virginia Raggi non ha fatto esplicite dichiarazioni pubbliche per il no, anche se ha ribadito la volontà di mantenere l’Atac pubblica.

 

Come votare:

Domenica 11 novembre 2018, i cittadini romani si potranno recare dalle 8 alle 20 negli stessi seggi elettorali dove si svolgono di solito le elezioni, muniti di documento e tessera elettorale.

All’elettore, verranno consegnate due schede, una per quesito.

Il voto verrà espresso segnando una croce sul Sì o sul No e le operazioni di scrutinio avverranno direttamente dopo la chiusura della votazione.

Nonostante il Campidoglio proprio quest’anno ha modificato lo statuto eliminando la soglia minima di partecipazione per consultazioni di questo tipo, il quorum è stato fissato ad un terzo degli aventi diritto, cioè il 33%.

L’Amministrazione comunale, ha fatto sapere di aver fatto questa scelta “dal momento che l’indizione del referendum è antecedente all’approvazione e all’entrata in vigore del nuovo statuto”.

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