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Recovery plan, previsti 57 miliardi per Rivoluzione verde e Transizione ecologica

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Per la “Rivoluzione verde” sono previsti 57 miliardi di euro del Recovery fund e 12 miliardi dal fondo nazionale. Otto miliardi in particolare vengono destinati a ecobonus e sismabonus fino al 110%, agevolazione che però si esaurirà al 2022 e non viene prorogata al 2023.

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, oggi lunedì 26 alle ore 16:00 e martedì 27 sarà in Parlamento per illustrare il Recovery Plan da 221 miliardi prima dell’invio a Bruxelles il 30 aprile.

Per la “Rivoluzione verde” sono previsti 57 miliardi di euro del Recovery fund e 12 miliardi dal fondo nazionale. Otto miliardi in particolare vengono destinati a ecobonus e sismabonus fino al 110%, agevolazione che però si esaurirà al 2022 e non viene prorogata al 2023. Allo sviluppo di fonti rinnovabili (eolico, solare, idroelettrico) vengono destinati circa 7 miliardi di euro. Altri 4 miliardi serviranno per il miglioramento delle reti.

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Alle infrastrutture per una mobilità sostenibile andranno 6,12 miliardi. Per il rinnovo delle flotte di bus e navi green sono previsti 1,4 miliardi, altri 1,73 miliardi saranno messi in campo per il rafforzamento delle linee ferroviarie regionali, 2,8 miliardi complessivi per vari interventi sui i porti.

 “Le decisioni sulle attività e i progetti che realizzeremo nei prossimi anni – spiega il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovanniniavranno un impatto su persone e imprese, su economia e ambiente. E’ importante raccogliere pareri, dati e valutazioni per perseguire le attività del Ministero in un’ottica di condivisione finalizzata allo sviluppo sostenibile, in linea con la visione espressa nel cambio del nome di questo Ministero“. 

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Al digitale saranno destinati altri 6,13 miliardi di cui 1,4 andranno a progetti legati allo sviluppo della banda ultralarga e alla diffusione del 5G. Altri 600 milioni saranno messi in campo per il potenziamento dei servizi digitali e di cittadinanza digitale come PagoPa e l’app Io. Previsto anche uno stanziamento di 300 milioni per il potenziamento del polo produttivo di Cinecittà. Inoltre 1,3 miliardi per le tecnologie satellitari e l’economia spaziale e 1,76 miliardi per investimenti su patrimonio culturale, edifici e aree naturali.

Verranno destinati 1,78 miliardi alla ricostruzione delle aree del terremoto del 2009 e 2016 (l’Aquila e Centro Italia), 300 milioni andranno invece al Sud per il miglioramento dell’accessibilità e della sicurezza delle strade e altri 350 milioni per creare ecosistemi dell’innovazione in contesti urbani marginalizzati. All’Inclusione e coesione andranno 3,25 miliardi e alla Salute 2,89. Sembra destinato a saltare l’intervento da circa 5 miliardi a sostegno dell’operazione cashback per favorire i pagamenti digitali.

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Trovano conferma gli incentivi fiscali del piano Transizione 4.0 con 18,5 miliardi e la banda ultralarga che viene ulteriormente ampliata e portata a 5,3 miliardi di cui 4 per progetti nuovi. Nel piano finale il governo stima, rispetto ai grandi obiettivi posti dalla Commissione europea, una quota del 24% di investimenti per la digitalizzazione, del 38% per il contrasto al cambiamento climatico e di poco superiore al 10% per la coesione sociale.

Il piano sarà accompagnato da alcune riforme strutturali, a partire da quella della pubblica amministrazione e della giustizia. Tra le altre riforme previste, quella del codice degli appalti, e alcune più settoriali come nuove regole per la produzione di rinnovabili e interventi sul contratto di programma per le Ferrovie

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