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Recovery plan italiano, alla transizione ecologica vanno 74,3 miliardi

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Recovery plan. 196 miliardi, 6 macro aree e 17 aree di intervento. Sono i numeri della bozza del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza finanziato dal Recovery Found europeo.  Sul testo non c’è ancora il via libera del Consiglio dei ministri, perché manca ancora il parere della Conferenza Unificata e delle Commissioni parlamentari competenti.

Il sì della Conferenza delle Regioni “equivale all’approvazione di tutte le scelte progettuali e decisioni amministrative ivi contenute, inclusa l’eventuale localizzazione delle opere”.

Se i pareri non dovessero arrivare entro 15 giorni, si prescinderà dalla loro acquisizione.

Leggi qui la Bozza del PNRR

Le 6 macro aree del Recovery Plan italiano:

  • Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura
  • Rivoluzione verde e transizione ecologica
  • Infrastrutture per una mobilità sostenibile
  • Istruzione, formazione e ricerca
  • Parità di genere, coesione sociale e territoriale
  • Salute

Le 4 sfide del PNRR:

  • Ridurre l’impatto sociale ed economico della crisi pandemica
  • Migliorare la resilienza e la capacità di ripresa dell’Italia
  • Sostenere la transizione verde e digitale
  • Innalzare il potenziale di crescita dell’economia e la creazione di occupazione

I 196 miliardi saranno così ripartiti:

  • 74,3 miliardi saranno dedicati alla transazione ecologica e all’area del verde,
  • 48,7 alla digitalizzazione e innovazione,
  • 27,7 al settore della mobilità,
  • 19,2 all’istruzione e alla ricerca
  • 17,1 alla parità di genere
  • 9 miliardi alla sanità

Nella bozza presente anche la cabina di regia dei manager per la gestione dei fondi.

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Non possiamo permetterci di ritornare allo status quo precedente a questa crisi. L’Italia da oltre 20 anni fatica a tenere il passo delle altre economie avanzate – ha detto il Premier, Giuseppe ConteVogliamo un Paese moderno, innovativo dotato di una pubblica amministrazione efficiente e moderna, in cui possiamo operare imprese innovative e sempre più competitive, un Paese con infrastrutture sicure, tecnologicamente all’avanguardia, che sfruttino tutte le potenzialità offerte dalla rivoluzione digitale“.

Per Conte, “la modernizzazione del sistema paese è premessa e al tempo stesso accompagnamento del secondo pilastro del piano, vale a dire la transizione ecologica.

La digitalizzazione – spiega il premier – è infatti indispensabile per l’utilizzo delle nuove tecnologie che consentono processi industriali più efficienti e un maggiore controllo degli sprechi lungo la catena di produzione. La transizione ecologica dovrà essere la base del nuovo modello economico e sociale di sviluppo su scala globale. Per avviarla sarà necessario, in primo luogo, ridurre drasticamente le emissioni di gas clima-alteranti in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo. In secondo luogo migliorare l’efficienza energetica delle filiere produttive, degli insediamenti civili e degli edifici pubblici e la qualità dell’aria nei centri urbani e delle acque interne e marine”.

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Rivoluzione verde e transizione ecologica

Con la missione ‘Rivoluzione verde e transizione ecologica’ – si legge nella bozza del testo – l’Italia, che pure ha registrato notevoli progressi nella riduzione delle emissioni di gas serra, nell’aumento della quota di energia soddisfatta con fonti rinnovabili e nel miglioramento dell’efficienza energetica, intensifica il proprio impegno per far fronte ai nuovi e più ambiziosi obiettivi europei fissati dallo European Green Deal, con un target di riduzione delle emissioni pari al 55% entro il 2030.

Raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 richiede investimenti e una vasta gamma di riforme abilitanti. In particolare, lo scenario di decarbonizzazione che porterebbe l’Italia alla neutralità climatica entro il 2050 evidenzia un gap emissivo che dovrà essere chiuso tramite tre principali tipologie di azioni:

  1. una riduzione sostanziale della domanda di energia (soprattutto nel settore residenziale/commerciale e in quello dei trasporti);
  2. un ulteriore cambiamento nel mix energetico a favore delle rinnovabili, insieme ad una estesa elettrificazione degli usi finali e alla produzione di idrogeno;
  3. un aumento degli assorbimenti della CO2 dalle superfici e dai suoli forestali.

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La missione si concretizza in 4 linee di azione (componenti) per quanto riguarda gli investimenti:

  • Impresa verde ed economia circolare: ha come obiettivi prioritari la promozione della sostenibilità ambientale nella filiera dell’agricoltura, il sostegno a progetti innovativi di decarbonizzazione tramite processi di economia circolare, nonché la definizione di un piano nazionale per l’economia circolare. Per realizzare tali obiettivi, oltre ad un rafforzamento del quadro regolamentare attraverso mirati interventi di riforma, sono previste due linee d’azione: ‘Agricoltura sostenibile’ ed ‘Economia circolare e gestione dei rifiuti’.
  • Transizione energetica e mobilità locale sostenibile: interviene innanzitutto sulla produzione e la distribuzione di energia, favorendo il ricorso alle fonti rinnovabili e predisponendo le infrastrutture necessarie per la loro integrazione nel sistema elettrico nazionale e le infrastrutture per alimentare veicoli elettrici e per lo sfruttamento dell’idrogeno liquido. Per conseguire tali obiettivi, la componente prevede le seguenti linee d’azione: attuazione di misure per promuovere la crescita della produzione di energia rinnovabile e dell’uso di idrogeno e sostenere la filiera, introduzione di misure per la mobilità sostenibile e per migliorare la pianificazione urbana, una riforma complessiva attuata attraverso l’adozione del piano sulla ‘qualità dell’aria’ (volto alla riduzione delle emissioni degli inquinanti target della direttiva 2016/2284 espresse in t/a e alla riduzione delle emissioni climalteranti).
  • Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici: intercetta una dimensione assai rilevante per l’abbattimento delle emissioni di CO2: la riduzione dei consumi di energia degli edifici che generano più di un terzo dei consumi totali in Italia, nonché l’adeguamento antisismico degli stessi. Per conseguire tali obiettivi, i principali investimenti e incentivi si sviluppano in due linee d’azione: la realizzazione di un piano di efficientamento degli immobili pubblici e il potenziamento delle misure a sostegno dell’efficientamento dell’edilizia privata.
  • Tutela e valorizzazione del territorio e della risorsa idrica: ha l’obiettivo di potenziare gli interventi di mitigazione del dissesto idrogeologico e di incremento della resilienza agli eventi climatici estremi; di promuovere l’utilizzo sostenibile (civile ed irriguo) della risorsa idrica e la qualità di acque interne e marine; nonché di migliorare l’adattamento al cambiamento climatico del territorio contribuendo al processo di decarbonizzazione tramite interventi di forestazione e di efficientamento energetico.

Gli investimenti in cui si concretizzano le quattro componenti della missione Rivoluzione verde e transizione ecologica sono distribuiti su 13 progetti per un ammontare complessivo di risorse pari a 74,3 miliardi di euro.

 

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