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Recovery Fund,dall’Europa 100 miliardi di euro all’Italia per ripartire

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Grazie a un’accordo tra Germania e Francia parrebbe sbloccarsi finalmente il Recovery Fund, un piano di aiuti da 500 miliardi per aiutare gli stati in difficoltà dopo l’epidemia di coronavirus, tra cui l’Italia, a cui spetterebbero 100 miliardi.

Francia e Germania, dopo settimane di incertezza e riflessione sulla strategia da seguire per fare fronte all’emergenza economica generata dal Covid-19, ritrovano l’unità e lanciano la loro idea alla Commissione europea, impegnata in questi giorni a costruire un non semplice consenso intorno al Recovery fund, il «fondo per la ripresa» su cui la presidente Ursula von der Leyen presenterà la sua proposta il 27 maggio.

Questo fondo consisterà in 500 miliardi a fondo perduto che saranno distribuiti alle nazioni europee più colpite dalla pandemia, tra cui anche l’Italia attraverso l’emissione di bond comunitari.

All’Italia spetterebbe una cifra attorno ai 100 miliardi ed è una cifra alla quale aveva fatto riferimento lo stesso ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, nel corso di un’audizione in Parlamento a inizio maggio: Il ministro aveva parlato di 200 miliardi di risorse in arrivo dalla Ue da tutto il ventaglio di strumenti Ue, incluso il Mes.

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“L’Italia – aveva detto Gualtieri – potrebbe avvalersi del Sure per circa 20 miliardi per gli ammortizzatori sociali“, e la linea di credito della Bei “potrebbe produrre circa 40 miliardi di finanziamenti per l’Italia”. A tali cifre va aggiunto l’eventuale uso del Mes (36 miliardi, ha detto Gualtieri) e “poi il Recovery Fund. Dipenderà dalle dimensioni, ma sono fiducioso che almeno un altro centinaio di miliardi di risorse potrebbero essere utilizzate per il nostro Paese

Si tratta di risorse rilevanti, ovviamente, e che per giunta non rappresentano «prestiti», ma aiuti a fondo perduto. Come hanno spiegato Merkel e Macron dopo la videoconferenza di lunedì pomeriggio, gli aiuti non saranno rimborsati dai destinatari ma dagli Stati membri nel loro complesso, per citare le parole del presidente francese, Emmanuel Macron. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha peraltro sottolineato che il denaro arriverà dal bilancio dell’Ue, quindi non prestiti e sarà messo a disposizione delle regioni e dei settori più colpiti dalla pandemia.

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Si tratta comunque di una proposta che dovrà essere discussa, accettata dai 27 Paesi dell’Ue e fatta propria dalla commissione. Il fondo ideato da Francia e Germania potrà trasmettere risorse fino a 500 miliardi di euro ai “settori e alle regioni più colpite” dal coronavirus, “sulla base dei programmi di bilancio dell’Unione europea e in linea con le priorita’ europee”. In questo senso viene incontro alle richieste di Italia e Spagna che sono i Paesi che riceveranno più aiuti, non sotto forma di prestiti, come volevano i Paesi del Nord Europa, ma sotto forma di dotazioni, o trasferimenti.Questi soldi verranno raccolti attraverso l’emissione di bond emessi a livello europeo che dunque potranno essere comprati anche la Bce, fino a un limite del 50% dell’emissione.

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I soldi non verranno prestati ma trasferiti, probabilmente a partire dal 2021, ai Paesi più colpiti dal coronavirus. La copertura di queste dotazioni, cioè la loro restituzione, sarà garantita dal bilancio Ue, che, in gran parte, è assicurato da Paesi come la Germania. Berlino dunque riceverà molto meno di quanto verserà, mentre Italia e Spagna riceveranno sicuramente più di quello che pagheranno. Tuttavia i Paesi beneficiari dovranno in parte contribuire ai soldi ricevuti, versando negli anni più contributi al bilancio Ue. Le percentuali di tutto questo non sono ancora state ancora messe nero su bianco.

Questi fondi verranno investiti dall’Italia per proteggere e risanare le fasce più colpite dalla crisi, in primis il turismo, come auspicato dal Ministro Franceschini. Ma è anche vero che la lista degli interventi da effettuare è enorme, dal dissesto idrogeologico, scuola, ricerca, sanità, infrastrutture.

Il governo, con il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, già prima dell’arrivo del virus, aveva fissato delle linee di indirizzo che partivano dal cosiddetto Green New Deal e le nuove risorse sono l’occasione buona per pensare ad un rilancio.

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E’ in particolare sugli investimenti verdi, già programmati dalla legge di Bilancio di quest’anno, prima dell’epidemia, che sta già cominciando a lavorare il governo. I capitoli sono quelli del dissesto idrogeologico, della manutenzione delle della rete viaria, della prevenzione del rischi sismico e dell’efficientamento energetico. Tutte questioni legate a filo doppio con il rilancio economico del Paese e al suo assetto.

Ma ora bisognerà tenere conto anche delle opinioni di tutti gli altri Stati membri, oltre che del Parlamento europeo.L’Italia si dice soddisfatta, con Palazzo Chigi che considera la proposta “un buon punto di partenza”, anche se ancora “da ampliare”. Una posizione, sottolineano dal governo riguardo al documento franco-tedesco, che “è frutto del lavoro congiunto con altri partner europei, in primis l’Italia“.

Sul fronte degli inflessibili iniziano già ad arrivare dei distinguo: la prima a rompere le fila è stata l’Austria, secondo cui il sostegno dell’Ue deve concretizzarsi in prestiti, non aiuti. Insomma anche nei prossimi giorni ci sarà ancora molto da discutere ai tavoli europei, a partire dall’Ecofin di martedì, dove le posizioni appaiono ancora distanti sull’ampiezza e la composizione del fondo per la ripresa. Il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, si aspetta infatti discussioni difficili. L’accordo franco-tedesco è “un accordo decisivo, ma occorre cambiare la posizione di altri Stati in particolare di Austria, Danimarca, Svezia e Olanda”, ha detto intervenendo all’Assemblea Nazionale. “Sarà una partita difficile, non bisogna nasconderselo”.

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