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Riciclo, ecco Re-born, le scarpe realizzate usando vecchie vele

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Dal Friuli parte la sfida del calzaturificio Masolini, produrre scarpe ecosostenibili riciclando rifiuti e materiali di scarto.

Il progetto Re-born è una storia italiana tutta da raccontare. Una ditta di scarpe con una storia di oltre 70 anni, che però guarda al futuro. Ed è un futuro decisamente ambientalista.

Re-born è una linea d calzature fatte esclusivamente con materiali riciclati: ombrelloni, vele usate, pneumatici, jeans, lettini da spiaggia, asciugamani d’albergo e rimanenze di fabbrica. Ed è una storia che viene da lontano, sia per i materiali, che rinascono a nuova vita, sia per i protagonisti.

Il progetto è del calzaturificio Masolini, con sede a Gonars, in provincia di Udine, nato negli Anni 30 e poi ristrutturatosi nel 1949. Nel dopoguerra attorno a questo piccolo paese della bassa friulana si sviluppò un vero distretto della scarpa – scomparso col tempo – da cui veniva buona parte della produzione italiana di allora. Fra le ditte ancora attive c’è la Masolini 1949, un’impresa familiare che va avanti da generazioni.

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L’ideatore della linea Re-Born è Nicola Masolini, 47 anni, ultimo discendente della famiglia calzaturiera, tornato l’anno scorso da alcuni anni di lavoro in Etiopia: «Andato per fare un’esperienza di vita, mi sono ritrovato a collaborare con alcune case di moda locali. Ho anche fatto parte di un progetto governativo per spingere produzioni locali chiamato Made by Etiopia – racconta – e lavorandoci mi sono accorto dell’impatto sull’ambiente che ha questa industria legata a un’economia lineare.

Il settore della moda infatti è responsabile del 10 per cento delle emissioni di anidride carbonica mondiali e del 20 per cento dello spreco globale di acqua, oltre alle emissioni per gli spostamenti aerei e navali. Non solo: le coltivazioni di cotone spesso utilizzano insetticidi e pesticidi, e la lavorazione dei pellami è potenzialmente rischiosa per l’utilizzo di diversi prodotti chimici.

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«Oltre all’esperienza acquisita, data dal fatto che in Africa il riciclo è un’esigenza visti i costi del reperimento di materie prime, mi sono accorto della crescente sensibilità ambientale che si sta sviluppando nel settore.»

«Tornato a casa – racconta – ho ideato Re-Born Shoes, pensando anche alla tradizione della nostra ditta e andando alla memoria del bisnonno Valentino, che negli Anni 30 per confezionare scarpe iniziò a usare le divise dismesse dai soldati e i copertoni delle biciclette. A quei tempi riutilizzare i materiali era una necessità, ora è una scelta ecologica. Il 95 per cento di queste scarpe è realizzato con materiale di riciclo»

Ora il progetto è realtà: una linea di calzature colorate, divertenti, di grande qualità artigianale. Masolini 1949 infatti è una ditta che lavora anche come terzista per case tedesche di alta moda calzaturiera perché usa macchinari di un tempo che permettono lavorazioni che nell’ambito della grande filiera industriale non si fanno più.

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Il progetto quest’anno arrivato in finale della decima edizione del Premio Non Sprecare, unico fra i concorrenti nel settore moda.

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