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RE FELIPE, “LA SPAGNA RESTA UNITA”. PUIGDEMONT,”CATALOGNA PRESTO INDIPENDENTE”

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Di Antonio Creti. Catalogna. Lo sciopero generale di protesta contro le violenze subite, blocca la Catalogna, con adesioni massicce in tutta la regione. Si fermano i trasporti, gli esercizi, scuole e attività pubbliche. Anche l’autostrada viene chiusa. Anche le squadre di calcio catalane, Barcellona e Espanyol, chiudono i centri sportivi e rinunciano agli allenamenti.

Si protesta contro le violenze della polizia e della guardia civil durante il voto. Violenze, pestaggi e feriti certificati dai media di tutto il mondo.

Alle nove della sera, appare su tutti gli schermi di Spagna e d’Europa, il re Felipe VI. Un discorso atteso da ore, dopo che da giorni la monarchia veniva da più parti accusata di un silenzio colpevole.

Il discorso del re appare subito duro, freddo, determinato. Non ci sono concessioni. Non ci sono accenni alle violenze e ai feriti. E’ un discorso del giorno dopo, ma rivolto ai giorni a venire.

E’ chiaro che il re non riconosce la validità del referendum e il suo esito indipendentista.

Felipe pronuncia le parole-chiave lentamente, quasi sillabando” slealtà” delle autorità catalane, “frattura” della stessa popolazione catalana, “inaccettabile” violazione delle regole costituzionali, “impegno” per l’unità della Spagna.

E quindi emergono due considerazioni: il re si schiera con tutta la sua forza e il suo prestigio al fianco del primo ministro Mariano Rajoy.

E quindi non concede nessun spazio di manovra al possibile dialogo.

Plauso immediato di PP, del PSOE  e di Ciudadamos, che con distinti comunicati parlano di un discorso “in difesa della Costituzione, dello Statuto, dello Stato di diritto e dell’integrità territoriale della Spagna”.

Durissima la sindaca di Barcellona, Ada Colau: “Nessuna proposta di soluzione. Nessuna parola sui feriti. Nessun appello al dialogo.Discorso irresponsabile e indegno per un capo di Stato”.

Ancora più dura la replica del  capo del governo catalano, Carles Puigdemont che rilascia una intervista alla BBC, pochi minuti dopo il discorso del re, annunciano che la dichiarazione di indipendenza avverrà tra pochi giorni.

Se l’impegno di Puigdemont verrà mantenuto. La prossima mossa sarà quella di presentare i dati esatti del voto. Poi ci sarà la convocazione del parlamento catalano. Quindi la proclamazione di indipendenza.

Se questa sarà la sequenza, lo scontro si farà durissimo.

E il baratro dietro l’angolo.

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