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Rinasce a Ravenna il Centro di Ricerca Ambiente, Energia e Mare

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Dopo cinque anni di lavoro, è stato inaugurato a Ravenna il nuovo Centro di Ricerca Ambiente Energia e Mare, un polo di innovazione all’avanguardia per l’energia dai rifiuti e le tecnologie marine. 26 mila metri quadrati di spazi, a ridosso del mare, all’interno del Tecnopolo di Ravenna e all’interno della Rete Alta tecnologia dell’Emilia Romagna.

L’intesa tra Comune di Ravenna, Alma Mater Studiorum e Fondazione Flaminia, con il sostegno della Regione (1 milione di euro di cofinanziamento, ha permesso di ristrutturare l’immobile e realizzare tre laboratori, alcuni uffici e una prima zona dedicata al co-working con le imprese che ha l’obiettivo di diventare un punto di riferimento della Blue Economy e delle energie sostenibili.

Il nuovo Centro ospiterà un laboratorio di ricerca incentrato sull’up-scale di processi produttivi e di riciclo di componenti e celle di sistemi elettrochimici di accumulo e conversione dell’energia (batterie, super condensatori, celle a combustibile).

Sarà qui che l’Università svolgerà ricerche sull’innovazione nell’off-shore per la dismissione e conversione delle decine di piattaforme petrolifere al largo della costa.

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In cantiere c’è già un nuovo intervento di ristrutturazione per realizzare dei nuovi spazi da destinare all’attività di incubazione d’impresa e al co-working sempre sui temi dell’economia circolare e della Blue Economy, la cui gestione sarà affidata al Comune di Ravenna.

Questo progetto si è aggiudicato altri 421 mila euro di contributo regionale, partecipando al bando ‘Programma triennale delle attività produttive – sostegno allo sviluppo delle infrastrutture per la competitività del territorio’.

Riprende vita un luogo simbolo della grande innovazione della città dopo un lavoro di cinque anni intensissimi – sottolinea il sindaco Michele De Pascalequesto luogo lo volle Raul Gardini quando Ravenna era al centro della ricerca e dello sviluppo industriale del Paese, ma le cose andarono diversamente da quanto previsto dall’intesa tra Comune e gruppo Ferruzzi e si è trasformato in un luogo abbandonato”.

“ Un immobile privato su un terreno pubblico – prosegue il sindaco – una vicenda intricata, che si è risolta con l’acquisto dell’edificio da parte del Comune, che ne ha ceduto una parte in comodato d’uso gratuito all’Alma Mater”.

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“Con questo centro piantiamo un seme importante nel solco del Patto per il lavoro e per il clima – conclude il presidente della Regione, Stefano Bonacciniperché risponde alla sfida del New Deal europeo per modificare il modo di produrre e vivere. L’Emilia-Romagna ha previsioni di crescita forte, il turismo sta conoscendo una stagione di rilancio e le manifatture ci hanno permesso di attraversare meglio di altri la pandemia. Adesso bisogna investire sui saperi per competere e transizione ecologica, digitale ed energetica sono il punto focale della ricerca e dell’innovazione per anticipare il cambiamento e supportare l’economia del territorio”.

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